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Il tribunale di Bari difende una bambina: "ha diritto a due madri anche dopo la separazione"

Ha deciso così il Tribunale di Bari, rigettando la parziale rettifica dell'atto di nascita di una bambina, figlia di due madri ora separate

@Giordana Battisti|

diritto due madri

Il tribunale civile di Bari ha difeso il diritto di una bambina ad avere due madri e ha rigettato l’istanza di parziale rettifica della trascrizione sul registro di stato civile del Comune di Bari dell’atto di nascita di una bambina nata nel 2017 negli Stati Uniti grazie alla maternità surrogata. Nell’istanza, presentata dopo la separazione delle due madri della bambina, si chiedeva la cancellazione del nome di una delle due. La motivazione fornita dal Tribunale è la seguente: «Deve essere tutelato l’interesse della minore, che deve poter fruire del diritto di essere mantenuta, istruita, educata ed assistita moralmente da entrambe le persone che considera di fatto suoi genitori e che hanno concorso alla sua nascita sulla scorta di un progetto genitoriale condiviso».

Il Tribunale difende il diritto della bambina ad avere due madri

L’atto di nascita americano c’era l’indicazione di entrambe le madri della bambina, indicate con il termine «parent», sebbene solo una presenti un legame genetico con la minore, mentre l’altra ha acconsentito allo svolgimento della procedura di concepimento. Secondo i giudici: «Il consenso alla genitorialità e l’assunzione della conseguente responsabilità nella formazione di un nucleo familiare dimostra la volontà di tutelare l’interesse del minore alla propria identità affettiva, relazionale, sociale e a mantenere il legame genitoriale acquisito nei confronti di entrambi i genitori, eventualmente anche in contrasto con la verità biologica della procreazione».

Le due donne si erano sposate a New York nel 2016. Ricorrendo alla maternità surrogata – vietata in Italia – hanno avuto una figlia, nata in California nel novembre 2017, che quindi oggi ha quasi 5 anni. L’atto di nascita registrato negli Stati Uniti è stato trascritto nei registri dello stato civile del Comune di Bari un anno dopo, a firma direttamente del sindaco Antonio Decaro come delegato di stato civile. Poi la coppia si è separata e il pubblico ministero, su istanza dei nonni della bambina, i genitori della madre che aveva dato il proprio ovulo e anche il cognome, con il supporto della stessa donna, ha promosso il procedimento per chiedere la cancellazione del nome dell’altra mamma dall’atto trascritto, eccependo la «mancanza di un legame biologico tra la madre intenzionale e la minore».

Il Tribunale sostiene dunque che la rottura della relazione sentimentale della coppia genitoriale non assume alcun rilievo poiché non viene meno il valore del progetto di genitorialità condivisa. Inoltre, va tutelato il diritto della bambina alla bigenitorialità.