Cultura e scienze

«Diego Fusaro mi ha truffato»

Il filosofo sovranista, prezzemolina mediatica che si batte contro la globalizzazione a parole difende l’interesse nazionale, ma quando si tratta di scegliere tra il destino di seimila lavoratori e quello del suo conto in banca sceglie il secondo. Ecco la storia di come Fusaro ha “fregato” il fondatore di Calabresi in Movimento Gaetano Campolo

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Diego Fusaro è ancora il Presidente onorario di Calabresi in Movimento, il soggetto politico fondato dal CEO di Home Restaurant Hotel Gaetano Campolo? Avevamo lasciato il nostro turboeroe del sovranismo a tessere le lodi delle Calabrie e della terra dei pitagorici e ce lo ritroviamo un paio di giorni fa a comunicare, sul suo profilo Facebook, di «non avere NIENTE a che fare con il gruppo, lista o quel che è dei “Calabresi in Movimento”». Cos’è successo?

Gaetano Campolo: «Diego Fusaro mi ha truffato»

A spiegarci il retroscena è proprio Campolo che dopo essere intervenuto nei commenti al post del filosofo di Spotorno ha deciso di raccontare tutta la sua verità sul raggiro di cui ritiene di essere stato vittima. Tutto inizia, spiega il CEO di Home Restaurant Hotel, quando ha deciso di contattare Fusaro per lanciare il brand Calabresi in Movimento: «Fusaro doveva essere, in quanto influencer, una sorta di testimonial delle nostre battaglie sul DDL home restaurant», la legge presentata durante la scorsa legislatura per disciplinare l’attività di ristorazione in abitazione privata e affossata da PD e M5S nel 2017 e bocciata dall’Antitrust perché discrimina i nuovi operatori.

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Ecco quindi che Campolo, per dare visibilità al movimento ha deciso di invitare Fusaro a partecipare al convegno di presentazione di Calabresi in Movimento il 30 e il 31 ottobre scorso. Evento durante il quale è stato insignito della carica di Presidente Onorario. Il tutto ha un costo «per quei due giorni ho pagato a Fusaro un cachet di 1.500 euro più le spese. Per “comodità” e su sua proposta il pagamento è avvenuto in contanti» precisa Campolo.

Cosa sono le “consulenze filosofiche” di Fusaro

Ma la presenza del filosofo che combatte la globalizzazione in Calabria faceva parte di una strategia di marketing più ampia.  Fusaro aveva infatti proposto, sempre dietro compenso, di pubblicare due articoli su Calabresi in Movimento. Uno è effettivamente stato pubblicato su Affari Italiani (la deontologia prevede che la pubblicità sia ben distinta dai contenuti giornalistici nei quotidiani), il secondo  – che Campolo considerava molto importanti al fine di far meglio conoscere la situazione della sua App – avrebbe dovuto uscire sul Fatto Quotidiano. Fusaro non ha specificato se l’articolo sarebbe stato pubblicato sull’edizione cartacea o sul Fattoquotidiano.it «ma mi sarebbe andato bene anche sul blog del Fatto» continua Campolo.

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Costo di questa “consulenza professionale” (questa la dicitura nella fattura del 4 ottobre emessa da Fusaro)? Mille euro più Iva. Denaro regolarmente pagato da Campolo e che in sostanza è servito a coprire le spese per l’articolo su Affari Italiani e alcuni video dove il filosofo parlava della Calabria. Fusaro aveva proposto anche un piano mensile di “consulenze filosofiche” sempre alla modica cifra di 1.000 euro «ma nonostante i miei numerosi solleciti, via WhatsApp e telefonicamente Fusaro non ha mai pubblicato l’articolo sul Fatto Quotidiano e quindi abbiamo deciso di interrompere la collaborazione».

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La fattura di Fusaro per le consulenze a Calabresi in Movimento

Secondo Campolo quella ai suoi danni è stata una vera propria truffa, perché l’accordo prevedeva che dietro il pagamento di 1200 euro (Iva inclusa) il turbofilosofo avrebbe dovuto dedicare due articoli a Calabresi in Movimento quando invece ne ha pubblicato solo uno.

Così Fusaro diventa ancella della globalizzazione che depaupera il proletariato italico

«A livello di brand mi conviene, per quella cifra a me andava bene anche sul Blog perché l’importante era essere presente nel database del Fatto Quotidiano», dice ancora Campolo. Ma Fusaro non ha pubblicato nulla sul Fatto e Campolo è furioso: ha pagato per un servizio che non ha ottenuto. «Se io ti pago per una consulenza e questa consulenza prevede questo tu dal giorno dopo devi iniziare a farlo», dice, anche perché su WhatsApp a Campolo Fusaro scriveva cose come «il pezzo sul Fatto sarà una bomba» oppure «il pezzo uscirà dopo la conferenza stampa». Non c’è però alcun contratto, solo accordi verbali e messaggini su WhatsApp purtroppo Campolo ha fatto «il backup e ho perso tutta la cronologia sul cellulare» ma assicura che tutto è documentabile non appena accederà tramite computer.

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La fattura per la “consulenza filosofica”

«Il Professore Diego Fusaro non solo mi deve soldi ma deve anche scusa visto che mi ha liquidato ieri con un post Facebook». Ma non potrebbe trattarsi della riproposizione della lotta di classe tra il marxista Fusaro e il padrone e imprenditore Campolo? Non è che quello di Fusaro è stato un esproprio proletario, un atto rivoluzionario di un intellettuale rivoluzionario? In fondo proprio qualche giorno fa su La7 Fusaro citava Brecht ribadendo che rapinare una banca è ben poca cosa rispetto a fondarne una.

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Diego Fusaro con Gaetano Campolo

Campolo non ci sta, perché «se io oggi vado in Spagna per Fusaro e il suo compare Marx la colpa è anche di Fusaro che ho pagato e non mi ha dato i servizi, i servizi sono di sostegno mediatico». Eh sì, perché visto che in Italia le lobby, i politici e la massoneria gli mettono i bastoni tra le ruote (secondo lui…) Campolo sta pensando di accettare “un’offerta milionaria” di alcuni investitori spagnoli e delocalizzare i suoi servizi nel paese iberico. Ecco quindi il colmo del turbosovranista, che con le sue azioni invece che porre un argine alle trame dei pedagoghi del mondialismo finisce proprio per spingere un onesto imprenditore nelle grinfie del padronato turbocapitalistico.

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