Opinioni

La storia del doppio volo per il governo al rientro da Tunisi

Nelle more della (finta) lite tra Lega e MoVimento 5 Stelle c’è da registrare anche il caso di un doppio volo da Tunisi, raccontato ieri su Repubblica da Annalisa Cuzzocrea e Fabio Tonacci. Salvini e Di Maio erano in viaggio insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi:

Arrivato in Tunisia direttamente da Varsavia, quasi a voler evitare i colleghi di governo, Di Maio parla di «lavoro di squadra con Matteo e Giuseppe», ma ostenta una distanza siderale. A un certo punto il cerimoniale mette i due vicepremier vicini, seduti l’uno accanto all’altro.

Entrambi, per dieci minuti, scrivono al telefonino senza scambiarsi neanche uno sguardo. Fanno in modo che le loro agende si incrocino il meno possibile. Al ritorno, il ministro del Lavoro diserta il volo di Stato e ne prende uno di linea.

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Anche per arrivare a Tunisi i due hanno preso aerei diversi, ma lì c’era una spiegazione: Di Maio arrivava da Varsavia (con un aereo di linea), mentre Salvini era partito dall’Italia con il volo di Stato. Al ritorno invece nessuna scusa, il ministro del Lavoro ha disertato il volo di Stato e così non ha incrociato il ministro dell’Interno. Figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale (cit.).

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