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Il “reato penale” di Luigi Di Maio

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Ieri Luigi Di Maio ha fornito a DiMartedì l’ennesima dimostrazione della sua attenzione alla giurisprudenza e ai suoi studi passati spiegando, all’incirca al minuto 16 della sua intervista, che “c’è una norma anche sulla prescrizione che dice che anche se il reato penale si prescrive, io posso fare tutti gli accertamenti per la confisca”.

I professori di giurisprudenza ci spiegano che è reato penale dire reato penale:

Un’espressione che dal punto di vista giuridico non potrebbe essere più errata, e che suscita ilarità negli avvocati o addetti ai lavori che la leggono o la sentono.

Il reato è sempre penale non esiste il reato civile o amministrativo.

L’errore è grammaticale, essendo il reato un illecito esclusivamente penale, non esistono reati civili o amministrativi, si tratta di una ripetizione inutile.

Quando un avvocato o un addetto ai lavori sente dire, in una discussione, l’espressione “reato penale” risulterà difficile che non gli compaia sul volto un’espressione contrariata.

Coloro che scrivono o dicono “reato penale”, stanno ripetendo due volte lo stesso concetto.

Ad esempio, facendo un paragone con un campo della scienza, nell’ambito della zoologia, sarebbe come dire “cavallo equino” o, “asino equino”.

Scrivere o dire “reato penale” sarebbe uguale a ripetere due volte lo stesso concetto, attribuendo al concetto un aggettivo qualificativo che si trova nella sua definizione e della quale non ci sarebbe bisogno.

Il reato coinvolge esclusivamente il penale.

Esistono gli illeciti amministrativi, che non implicano conseguenze sulla fedina penale, ma di natura economica, essendo puniti con sanzioni pecuniarie.

Ne costituiscono un esempio le multe stradali.

In realtà l’espressione finisce spesso in bocca anche agli addetti ai lavori e agli avvocati. Ma pazienza.

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