Opinioni

Demagogia ambientalista

Un innocuo errore nella dimensione dei caratteri con cui sono stampati i quesiti del prossimo referendum sulle trivelle, che faceva sì che le domande poste agli elettori fossero minuscole e illeggibili, è stato purtroppo corretto con troppa solerzia dall’ufficio preposto, il quale è intervenuto non solo nella forma, ma anche nel merito; in pratica, dove prima si chiedeva se vietare ogni trivellazione entro le 12 miglia marittime dalla costa, ora si domanda se non sia il caso di proibire anche gli scavi sulla spiaggia, effettuati con ruspe di plastica e altri ciaffi gialli da parte di bambini.
referendum no triv
La galassia ambientalista-letteralista ha preso molto a cuore questa nuova battaglia, sostenendo che è bene educare fin dalla primissima infanzia alla tutela del suolo e alla ricerca semmai di fonti alternative e inesauribili di energia, quali, ad esempio, le scoregge di zio; gli attivisti per l’ambiente hanno anzi fatto irruzione in una spiaggia, sequestrando i mezzi da lavoro ai bambini e fondendoli – con enormi danni per la salute di tutti – per farne girandole, acchiappasogni, bambol* senza gender e altre merdate, lasciando i piccoli sgomenti e in lacrime.
Questa deriva ridicola presa dal movimento no-triv è stata giustamente stigmatizzata e presa in giro dal Collettivo Renziani Troppo Tosti (CORETTO); costoro, per dimostrare come il progresso scientifico non sia una minaccia per nessuno ma anzi un dovere di un paese avanzato, hanno consegnato a dei fanciulli alti un metro e dodici e pesanti sedici chili una flotta di betoniere, pale meccaniche, escavatori e altri paurosi mezzi pesanti. I bimbi, felicissimi del regalo, li hanno utilizzati per devastare il litorale laziale da Gaeta a Lavinio, con un bilancio di sei morti e vari dispersi; in compenso si è trovata una tanica di benzina, abbandonata a suo tempo tra le dune da terroristi neri in fuga, che consentirà di alimentare il sistema industriale italiano per 0,00000000000001 millisecondi.