Opinioni

Da oggi gli scioperi si notificano al New York Times, raga!

Così come durante una battuta di caccia il cacciatore spara e i cani scattano per andare a vedere se per caso ha preso qualcosa, anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha una sua tribù di astanti (che ribattezzeremo “cazzari da caccia”) che, non appena la spara grossa, si attivano per dargli ragione e spiegare che quel che è successo è uno scandalo. È il caso, ad esempio, di Ivan Scalfarotto, oggi addirittura sottosegretario alle Riforme, che su Twitter ieri ha dato un bello spettacolo di sé nella storia dell’assemblea dei lavoratori del Colosseo.
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«Personalmente considero pazzesco, scriteriato e irresponsabile che si possa repentinamente indire un’assemblea sindacale e lasciare migliaia di turisti sotto il sole impedendo loro l’accesso al Colosseo, per di più indicando in un cartello che l’assemblea si concluderà alle 11pm (che in inglese sono le 23, non le 11)», sostiene Scalfarotto. Ora, a parte che in effetti il ministero dovrebbe licenziare la direzione del Colosseo, responsabile del cartello con l’errore, su Twitter c’è chi ha fatto notare a Scalfarotto che quel “repetinamente” è una fregnaccia bella e buona, visto che l’assemblea era stata indetta e comunicata secondo i criteri di legge e sui giornali la notizia dell’entrata posticipata era ben presente:
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Ma quello che vorremmo far notare qui è la prima risposta del signor Scalfarotto:
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Quindi ci aspettiamo che a breve un nuovo decreto legge certifichi che d’ora in poi gli scioperi sono validamente convocati solo se li annuncia il New York Times. E già che ci siete, godetevi anche il successivo botta e risposta sul Louvre, che certifica l’altissima competenza e le clamorose capacità del sottosegretario (ahah) alle riforme (AHHAHAHAHAHAHAH):
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Leggi sull’argomento: La verità sulla storia dell’assemblea al Colosseo

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano