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Crisanti dice no al certificato verde

Andrea Crisanti dice no al pass, o certificato verde, per chi è vaccinato, guarito o ha un tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore. Ecco perché

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Andrea Crisanti dice no al pass, o certificato verde per chi è vaccinato, guarito o ha un tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore. Ecco perché

Crisanti dice no al certificato verde

“Penso che il pass, alla luce del fatto che sono state vaccinate contro Covid anche persone che non ne avevano diritto mentre molte altre aspettano ancora, aggiunga la beffa all’ingiustizia. Non ha proprio senso, è una cosa che non dovrebbe esistere in questa situazione. E questo per un problema etico, ma anche tecnico”. Ne è convinto il virologo Andrea Crisanti, che all’Adnkronos Salute spiega di non condividere la prospettiva di introdurre, in un contesto come quello di oggi, un pass che attesti l’immunità a Covid (conferita dall’essere vaccinati o aver già contratto la malattia) e permetta di spostarsi o accedere ad alcune attività, in alternativa all’aver eseguito un tampone con esito negativo. “È da analfabeti pensare che sia uguale essere vaccinati o avere un tampone negativo – osserva il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova – Tra l’altro, una persona che ha ricevuto” l’iniezione scudo, “non è detto che non si infetti e non possa contagiare altri”. In una situazione “come quella attuale – conclude – il pass non va bene”.

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Certificato verde per spostarsi tra regioni: come funziona e come averlo

Il provvedimento per il certificato verde per spostarsi tra regioni prevede la validità di 6 mesi per guariti e vaccinati, solo 48 ore per chi si è sottoposto a un test molecolare o antigenico rapido e avrà validità, c’è scritto nella bozza del decreto, in tutti gli Stati membri. Il certificato verde potrà essere presentato in formato cartaceo o digitale, prevede inoltre il dl che norma il pass all’articolo 10. Come funziona? Spiega Repubblica che il certificato verde per spostarsi tra regioni non sarà uno ma tre: si tratta di documenti al momento cartacei che provano l’avvenuta vaccinazione, oppure la guarigionoe o ancora il test del tampone effettuato. Andranno portati sempre con sé nel caso di spostamento in regioni in fascia arancione o rossa. In questo modo, non essendo ancora possibile fornire un pass digitale, si potrà partire già dal 26 aprile:

Le certificazioni provano «lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Sars-CoV-2 o guarigione dall’infezione, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2». I test possono essere sia quello “tradizionale” che quello veloce. Vengono descritte nel dettaglio le caratteristiche tecniche che devono avere. Comunque devono essere «riconosciuti dall’autorità sanitaria ed effettuati da operatori sanitari». Non vanno bene quindi quelli con prelievo salivare, che ancora non sono autorizzati dal ministero (ma potrebbero essere presto ammessi), e nemmeno quelli fai-date. Per quanto riguarda le vaccinazioni, la certificazione deve essere rilasciata quando il ciclo è completo, cioè quando è stata fatta la seconda dose, oppure anche solo la prima se il vaccino è quello di Johnson&Johnson o se la persona ha già avuto il Covid

Per chi falsifica il certificato verde per spostarsi tra regioni sono previste anche sanzioni. Per i ‘furbetti’, tra le sanzioni è prevista addirittura la reclusione. “Se alcuno dei fatti previsti dagli articoli 476, 477, 479, 480, 481, 482, 489, anche se relativi ai documenti informatici di cui all’articolo 491- bis, del codice penale, ha ad oggetto le certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 10, comma 2, si applicano le pene stabilite nei detti articoli, aumentate di un terzo – si legge infatti nella bozza del decreto – Se la certificazione verdeCovid-19 contraffatta o alterata è utilizzata per svolgere attività o compiere spostamenti vietati ai sensi del presente decreto, si applicano anche le relative sanzioni amministrative previste dall’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19”. Chi lo rilascia? Il certificato verde dell’avvenuta vaccinazione vale per 6 mesi e viene rilasciato immediatamente dalla struttura dove avviene la somministrazione: per le regioni che hanno attivato il fascicolo sanitario elettronico avviene anche la registrazione nel fascicolo della persona. Per quanto riguarda il certificato verde di avvenuta guarigione viene rilasciato da pediatra o medico di famiglia e non ha più valore se ci si riammala. Invece chi ha effettuato il test del tampone riceverà la certificazione direttamente dalla struttura che ha effettuato l’esame.