Economia

Così il Comune di Roma ha favorito la sosta selvaggia in città

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Il MoVimento 5 Stelle continua a guidare l’amministrazione comunale capitolina con piglio deciso e facendo le cose per bene. Ne è una prova il bando da quasi 500 milioni di euro annullato dal Comune di Roma dopo il parere negativo espresso dall’Antitrust. Ma a Roma ci sono altri appalti da assegnare, ad esempio quello per il servizio rimozioni delle auto in sosta vietata. Si tratta di una commessa da 5 milioni di euro all’anno. Un servizio che manca a Roma dal novembre 2015, quando venne revocato l’appalto al Consorzio Laziale Traffico (CLT).

Enrico Stefàno ammette che il M5S ha perso tempo sulla sosta selvaggia

L’appalto per le rimozioni era stato sospeso dal Comandante della Polizia Locale perché due delle consorziate del CLT “sono risultate responsabili dall’Agenzia delle Entrate di violazioni fiscali accertate in via definitiva. Ciò ha reso obbligatorio il non procedere al perfezionamento del contratto”. Il risultato della sospensione è stato che Roma è rimasta senza un servizio di rimozioni e senza carri attrezzi. La Capitale ha provato a metterci una pezza ricorrendo a quelli dei depositi giudiziari. Ma il numero dei mezzi non era sufficiente per un’efficace azione di contrasto alla sosta selvaggia.
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In tutto questo ci sarebbe aspettati che i difensori della legalità si adoperassero per garantire il rispetto delle regole. A Roma ci sono tanti cittadini onesti che non ne possono più di trovare auto parcheggiate in doppia fila, in divieto di sosta, sulle strisce pedonali e così via. Ieri finalmente il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno ha preso “di petto” la questione ammettendo onestamente che l’Amministrazione comunale ha perso tempo.

Un anno e mezzo per affidare il servizio rimozioni del Comune di Roma

Tempo che è stato perso anche perché l’assessora Linda Meleo per due volte ha chiesto ad Atac – la municipalizzata dei trasporti – di farsi carico delle rimozioni. Al punto che lo stesso Stefàno ad inizio 2017 annunciava che «Il servizio rimozioni del Comune sarà portato all’interno di Atac, con un processo burocratico che dovrebbe concludersi a inizio 2018». Prorogando così l’avvio della gara al 2019. Atac però ha risposto picche ad entrambe le richieste. Ed è curioso che il Comune si sia intestardito a cercare una soluzione “interna” appoggiandosi ad un’azienda che era noto non navigasse in ottime acque e per la quale è stato chiesto qualche tempo fa il concordato preventivo.
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Il Comune, invece che approntare una gara d’appalto che era l’unica cosa intelligente da fare, è rimasto a “studiare” la situazione. Il risultato è che il bando non è ancora pronto. Ci è voluto un anno solo per ammettere che il MoVimento non ha saputo governare una situazione per certi versi assai favorevole al “cambiamento” propugnato da Virginia Raggi. Sarebbe bastata una gara d’appalto, di quelle fatte bene, per mettere in riga i furbetti del parcheggio selvaggio. Ma così non è stato, e per vedere i carri attrezzi di nuovo in circolazione si dovrà attendere l’estate del 2018. Due anni dopo l’insediamento della Raggi. Ammesso e non concesso che anche questo bando non venga sospeso o ritirato per qualche irregolarità, come è già successo nel passato recente di questa amministrazione.