Attualità

Cos’ha detto ieri sera il Capo della Casa bianca e cosa cambia nella strategia degli americani in Afghanistan. Spoiler: nulla

neXt quotidiano|

biden lacrime usa afghanistan

I fatti di Kabul hanno lasciato il segno, le immagini del presidente Joe Biden che piange durante la conferenza stampa rimarranno nella storia di questi anni. L’attacco terroristico rivendicato dall’Isis è costato 90 vite umane e 160 sono i feriti, molti dei quali gravissimi. “Quei soldati – dice Joe Biden – sono eroi che hanno perso la loro vita per salvare vite altrui. Quelli che li hanno uccisi, gli daremo la caccia e pagheranno. Li colpiremo con tutti gli strumenti, nel momento che sceglieremo noi. La missione continua”. Un discorso di Sleepy Joe che non ha colpito il cuore degli americani, per lo meno non di più di quello che era appena accaduto.

Vent’anni dopo anche Biden come Bush piange in televisione ma le lacrime non scaldano l’America. La vendetta annunciata

Le lacrime del presidente ricordano molto quelle versate da George W. Bush nel day after l’11 settembre. Biden annuncia che l’America non dimenticherà e che i terroristi dell’Isis-K non la faranno franca. “La missione continua – ha detto il presidente – restano più di mille cittadini americani che devono tornare a casa”. Poi il passaggio all’attentato “Avevo detto che un attentato era possibile. probabile, un pericolo annunciato – dice Biden -. Per questo non voglio che i nostri militari restino un giorno più del necessario. Gli Americani hanno già versato troppo sangue”.

La strage di ieri, la peggiore dal 2011 tra i militari statunitensi, apre la crisi di Biden. Trump è tornato all’attacco ma più del tycoon americano a fare paura è il sentiment dei cittadini statunitensi. Un po’ spaventati dal pericolo di un nuovo conflitto attivo, e un po’ voglioso di vendetta dopo aver visto 13 dei propri soldati perdere la vita durante un’evacuazione pacifica.

Cosa cambia nella strategia degli americani in Afghanistan

Biden in questo momento rappresenta una presidenza degli Stati Uniti molto debole. Il futuro in Afghanistan però non sembra poter riservare grandi sorprese agli americani, non a stretti giro per lo meno.

Dopo vent’anni di occupazione ed una fuga molto rapida, ora gli states sono bloccati. Tra i repubblicani è partita la richiesta di impeachment, al momento non credibile. Però rimane che l’uomo della politica estera, il pontiere esperto della politica americana sembra spalle al muro: l’Isis lo ha colpito, i talebani lo hanno accompagnato all’uscito.