Opinioni

Cos’è (e cosa non è) la legge Zan: tutte le fake news sovraniste smontate punto per punto

“Non serve”. “La legge punisce già i violenti”. “Apre all’utero in affitto”. “Sdogana la teoria del gender”. “È una legge liberticida che cancellerà la libertà d’opinione”.
Da giorni, settimane, siamo bombardati da una serie infinita di fake news e bufale vere e proprie sul Ddl Zan contro l’omotransfobia da parte di leghisti, sovranisti, omofobi mascherati e professionisti della disinformazione. Al punto che è diventato difficile orientarsi tra verità e menzogna, tra realtà e manipolazione.

E allora proviamo a metterle una in fila all’altra, queste obiezioni, per scoprire, una volta per tutte, cos’è davvero (e, soprattutto, cosa non è) la legge Zan. Un piccolo manuale a prova di leghista semplice.

1. “Non serve. La legge punisce già i violenti”. FALSO

Oggi chi aggredisce qualcuno per ragioni di razza, etnia e religione viene punito con un’aggravante prevista dalla legge Mancino del 1993 per motivi razziali, etnici o religiosi. Ma non esiste nulla di simile e specifico per i reati legati a omofobia, sessismo e abilismo. Con la legge Zan questo genere di violenze saranno finalmente equiparate a quelle punite dalla legge Mancino.

2. “Discrimina gli eterosessuali”. BALLA SESQUIPEDALE

Con la modifica dell’articolo 604 bis del codice penale, saranno puniti dai quattro ai sei anni di reclusione (commutabili parzialmente in lavori di pubblica utilità presso associazioni di tutela delle vittime) i reati discriminatori fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. TUTTI gli orientamenti sessuali, nessuno escluso. In un mondo parallelo, insomma, se una donna o un uomo etero fossero aggrediti o discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale, sarebbero tutelati nello stesso identico modo di una donna o un uomo omosessuali.

3. “È una legge liberticida che cancella la libertà di opinione ed espressione”. DISINFORMAZIONE

Il Dddl Zan non tocca neanche di striscio il campo delle libertà d’espressione e di pensiero. “Non è una legge che punisce l’ignoranza”, come riassume l’avvocato Alessandro Simeone. Chi è contrario al matrimonio omosessuale e alle adozioni gay, potrà continuare a dirlo. Ciò che non potrà fare è istigare alla violenza o commettere personalmente atti violenti, né creare associazioni che incitino alla discriminazione nei confronti di persone LGBTQ+, esattamente come già oggi non è possibile creare associazioni discriminatorie nei confronti di ebrei, neri o cattolici. Anzi, nel passaggio alla Camera, è state anche introdotta una vera e propria “clausola salva-idee” per scongiurare qualunque (ancorché inesistente) rischio liberticida.

4. “Punta all’indottrinamento dei ragazzi con la teoria del gender”. BUFALA TOTALE

Nel testo della legge non c’è un solo elemento, passaggio o citazione che faccia riferimento, anche di traverso, a questa paranoia oscurantista che da anni popola la rete, ma che, nella realtà, esiste solo nella testa di Mario Adinolfi. Quello che fa il Ddl Zan è istituire la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia con l’obiettivo di promuovere nelle scuole la cultura del rispetto e dell’inclusione, contrastare i pregiudizi e le discriminazioni motivati dall’orientamento sessuale.

5. “Apre all’utero in affitto”. FOLLIA

Il Ddl Zan non tocca neanche di striscio questo tema, che è e resta vietato per legge in Italia. E non cambierà di una virgola.

In conclusione, il DDL Zan non toglie o nega diritti a nessuno, ma si limita ad estenderli a chi ancora non ne ha. Non ci sono più scuse per oscurantisti, retrogradi, misogini e omofobi. E abbiamo già perso troppo tempo.