Economia

Cosa prevede il piano di Tsipras prima del referendum

L’Eurogruppo straordinario si conclude con un nulla di fatto. L’Eurogruppo è stato convocato dopo che Jean Claude Juncker aveva fatto sapere di aver inviato una proposta di mediazione ad Atene che comprendeva la ridiscussione delle scadenze del debito della penisola ellenica. Per tutta risposta, Tsipras ha inviato una controproposta che comprende un nuovo piano di aiuti da parte dell’Unione Europea e la ristrutturazione del debito. Alla mezzanotte di oggi potremo sapere se la proposta è stata, respinta, accettata o verrà ridiscussa nei prossimi giorni. La Grecia ha presentato un documento che deve essere analizzato dalla Commissione. Per questo l’Eurogruppo è stato aggiornato a domani.  “Non è possibile estendere l’attuale piano”, ha scritto in un tweet il ministro finlandese Alexander Stubb. Dijsselbloem ha fatto sapere che l’Eurogruppo si riunirà nuovamente domani per esamninare le nuove proposte greche. Un nuovo pacchetto di aiuti, ha fatto sapere, potrebbe avere comunque condizioni più dure.
 
COSA PREVEDE LA PROPOSTA DELL’UNIONE EUROPEA
La proposta europea prevede:
– l’approvazione da parte del governo greco dell’ultima proposta delle istituzioni presentata venerdì
– la modifica, all’interno del piano, dell’IVA (VAT) per le isole, che rimarrebbe invariata
– la ridiscussione delle condizioni finanziarie e di sostenibilità del debito greco
– una campagna per il sì da parte del governo greco al referendum di domenica
La controproposta di Atene consiste in un programma di aiuti biennali dell’Esm, il meccanismo permanente europeo salvastati, e in una ristrutturazione del debito. E’ quanto fanno sapere gli uffici del premier Alexis Tsipras. “Il governo greco – si legge in un comunicato dell’esecutivo – propone un accordo di due anni con l’Esm per coprire interamente le sue necessità finanziarie e, in parallelo, una ristrutturazione del debito”. La Grecia, prosegue la nota, “resta al tavolo negoziale”, “intende restare nell’euro” e ricercherà “fino alla fine” una soluzione fattibile. In sintesi:
– ristrutturazione del debito
– aiuti economici alla Grecia per coprire le necessità finanziarie dei prossimi due anni
La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto “in copia” la nuova richiesta di aiuti presentata dalla Grecia – inviata in risposta all’offerta avanzata in extremis ieri notte dal presidente Jean-Claude Juncker – tuttavia e’ stata rivolta formalmente all’Eurogruppo e al fondo salva Stati Esm. Sta quindi al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem rispondere, hanno riferito fonti europee. “La lettera di Tsipras” in cui si propone il nuovo programma di supporto di due anni “è stata indirizzata all’Esm e a Jeroen Dijsselbloem, in quanto presidente dell’Eurogruppo. Sta a loro dare la risposta”, hanno spiegato. “Noi l’abbiamo ricevuta solo in copia”. Di fatto, con questo documento è la prima volta che la Grecia formalizza nero su bianco la richiesta di uno “swap”, una ristrutturazione del debito pubblico. Ma quella della ridiscussione del debito è stata fin da subito la richiesta di Yanis Varoufakis a partire dai primi negoziati di febbraio, conclusi con la “vittoriosa sconfitta” di Tsipras e Varoufakis.
 
LA RIUNIONE DI STASERA
Per adesso la Germania ha fatto sapere che non intende discutere di un nuovo piano di aiuti alla Grecia prima del voto del referendum di domenica prossima. Lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, secondo quanto riportano fonti parlamentari che hanno assistito a un incontro tra la Merkel e i parlamentari della Cdu. La notizia può avere molte interpretazioni.  Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, nel corso dell’incontro avrebbe detto che la Bce non dovrebbe aumentare gli aiuti di emergenza alla Grecia nell’attuale situazione e ha esortato il presidente della Bce, Mario Draghi, “a non procedere su questa strada” in quanto con la scadenza del secondo programma di aiuti la situazione “è completamente mutata”.  Ma la frase di Merkel può essere anche interpretata nel senso che la Germania non vuole concedere nulla prima del referendum, ma potrebbe firmare un accordo in caso di vittoria del sì. Questo costituirebbe una garanzia sull’impegno di Tsipras nella campagna. Dalla riunione di stasera può arrivare un rifiuto nei confronti della proposta greca, un ok di massima oppure un’interlocuzione verso nuovi accordi. La partita è aperta.  Decine di migliaia di persone si sono intanto riversate nelle strade ad Atene per dire ‘sì’ all’accordo con i creditori internazionali che è stato respinto dal Primo ministro Alexis Tsipras, lasciando la Grecia sull’orlo del default. All’indomani di un’analoga manifestazione del fronte del ‘no’, almeno 20.000 persone, molte sventolando le bandiere europea e greca, si sono date appuntamento davanti al Parlamento a piazza Syntagma a cinque giorni dal referendum indetto dal governo sull’accettazione dell’accordo.