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Vi spiego cosa è successo davvero a Informare x Resistere

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Lavoravo giorno e notte su “Informare per Resistere”. Crescevamo in modo spaventoso… ricordo che a 100.000 utenti dissi “mammamia, io non mi rendo nemmeno conto di quante sono 100.000 persone!…” e Stefano mi rispose “Pensa ad uno stadio pieno!”.
Le regole di “Informare per Resistere” erano semplici e inviolabili: dovevamo essere assolutamente apartitici e non dovevamo sostenere candidati politici né partiti politici. Le informazioni dovevano essere verificate su google con delle ricerche e, cosa più importante, noi eravamo la voce di chi non aveva voce, la cassa di risonanza di tutti, soprattutto delle categorie più deboli…Dovevamo lottare per i diritti e la libertà di tutti i cittadini perchè era questa l’Italia che volevamo.
Ci furono dei periodi pesanti, spesso ero sola a pubblicare per mesi interi, cominciavo la mattina e finivo la notte, Stefano aveva sempre cose più importanti da fare, il lavoro, la famiglia, io pubblicavo come un mulo. Inizialmente si pubblicava manualmente dalla pagina, articolo per articolo, poi Facebook permise di mettere le note in bozze ed abbiamo cominciato a respirare un po’: dopo l’inserimento di tutte le note bastava cliccare il tasto “pubblica” ogni 15/20 minuti. L’impegno, quindi, era comunque costante, io passavo le mie giornate su “Informare per Resistere”, quando venivo lasciata sola passavo 15/18 ore a cliccare il tasto “pubblica” ogni 15 minuti dopo aver inserito tutti gli articoli, con un figlio piccolo, una famiglia, vi lascio immaginare ed allora non esistevano gli smartphone… L’idea di trovarmi un lavoro mi spiazzava perchè “come faremo su Informare per Resistere?” . Ma lo facevo con piacere perchè quella era, in parte, la mia creatura; la mia creatura meravigliosa che cresceva spaventosamente e da cui prendevano riferimenti anche Repubblica e Il Fatto Quotidiano, pensate per un cittadino comune che bella soddisfazione. Giravo l’Italia a mie spese perchè ci chiamavano per dibattiti, incontri vari ed interviste in radio ed andavo io perchè per le persone ero diventata un punto di riferimento; Stefano viveva in Francia e per lui era più difficoltoso; gli altri admin erano anonimi per loro scelta, quindi restava a me questo compito che assolvevo con orgoglio e piacere. Eravamo diventati un punto di riferimento per i cittadini, per gli organi di stampa, io non ci guadagnavo nulla oltre alla soddisfazione immensa. ANZI! Ci rimettevo di tasca mia: mi spostavo a mie spese, ma lo facevo per la mia creatura che di soddisfazioni me ne portava tante.
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Durante i periodi del terremoto a L’Aquila leggevo dai blog degli aquilani una situazione differente da quella che si leggeva e si sentiva su giornali e televisioni e, parlando con il gruppo di “Informare per Resistere” decidemmo di prendere una piccola fotocamera e di partire per L’Aquila. Ovviamente io. Dovevo far sapere cosa accadeva, e da li cominciai a fare la reporter e questo incrementava i click sulla pagina: agli utenti piaceva molto il fatto di vederci attivi. Entrai, così, a far parte delle Agende Rosse (il Movimento creato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla Mafia nel 1992). Organizzai delle manifestazioni come “Una degna seplotura per Andrea Gagliardoni” (un giovane operaio, morto sotto la pressa della tipografia presso cui lavorava), e con me portavo sempre lo striscione di “Informare per Resistere”: il mio attivismo era pubblicità, la pubblicità portava adesioni, la pagina cresceva e con lei crescevano anche le richieste di aiuto. Persone come il Maresciallo Lo Zito della Croce Rossa Italiana) che anche grazie a noi ha fatto sapere a tutta Italia ciò che gli stava accadendo e ne è uscito vincitore; o come la famiglia Manca che voleva far sapere al mondo intero che il figlio, ucciso dalla mafia, stava venendo fatto passare per suicida dal tribunale di Viterbo e da quella classe politica che aiutò Bernardo Provenzano durante la latitanza. Correvo su e giù per l’Italia, perchè era giusto che una pagina che aveva tutta quell’attenzione facesse sapere quali ingiustizie si consumavano nel nostro Paese. Anche altri admin si sono mossi ma eviterò di citare altre persone, quella che voglio trasmettere oggi è la mia personale storia su “Informare per Resistere”.
Passava il tempo e Stefano, senza chiedere alcun parere, cominciò a far entrare personaggi di dubbio gusto che persino lui conosceva pochissimo e che portarono problemi nel gruppo. Un gruppo, ormai, diventato una famiglia. Mi ritrovai persone sconosciute che pubblicavano cose abominevoli: litigavamo giorni e giorni ma non c’era verso di togliere queste persone dal gruppo perchè Stefano (autonominatosi a capo di tutto) diceva che “Informare per Resistere” non cacciava nessuno. Lo aveva deciso da solo, forse pensando che io non potessi obiettare o ritenendomi una schiavetta presa dal web che amava passare la sua vita su internet a far crescere qualcosa che, poi, si sarebbe preso di prepotenza. Non lo so e non so cosa pensare davvero, ma questo è quanto accaduto e la parola della cofondatrice , non ha mai avuto alcun valore.
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Cominciai ad allontanarmi nel 2012, dopo aver visto informare x resistere 5
Stefano e i suoi nuovi amici cattocomplottisti cominciarono a remare pesantemente contro la pubblicazione di articoli riguardanti la pedofilia nella Chiesa o altri eventi che potessero intaccarne l’immagine.
Contro l’aborto in ogni caso, anche se questo provoca il rischio di vita della madre anche se il feto può non vivere dopo la nascita.
Contro i matrimoni omosessuali e contro le coppie di fatto, perchè la famiglia tradizionale deve essere l’unica famiglia riconosciuta.
Contro le famiglie omosessuali perché questo è solo uno stratagemma per ottenere le adozioni da parte di famiglie omosessuali e quindi ASSOLUTAMENTE non si possono sposare.
Contro l’utero in affitto, in generale anche per gli etero.
Contro la fecondazione assistita, anche per gli etero.
Faccio notare che, nella sezione “Chi siamo” ,sul sito, c’è scritto, in mezzo ad una bella pappardella: “…Se non provi pena per chi soffre, se non hai un sentimento di fratellanza verso il popolo d’Italia e per il resto del mondo non leggere INFORMARE X RESISTERE. Se non te ne importa niente della povertà altrui, dei disagi, delle ingiustizie e dei soprusi, ti raccomandiamo di evitare accuratamente di leggere INFORMARE X RESISTERE…” . Quindi, schiacciare la categoria omosessuale (fra le tante ingiustizie che pubblicano) rispetta ciò che era “Informare per Resistere”?
A favore della cura contro il cancro fatta con bicarbonato e limone o con piantine di montagna.
A favore di qualsiasi post riguardante pseudo cure per malattie gravi come cancro o hiv. Ma per chi, come me, conosceva l’importanza virale ed il peso di “Informare per Resistere”, pubblicare post a favore di cure non certe ha prodotto un grandissimo peso sulla coscienza: non potevo dormire la notte sapendo che qualche malato disperato abbandonasse le proprie cure per affidarsi ai post di “Informare per Resistere” che spacciava limone e bicarbonato.
Le liti diventarono, quindi, insostenibili ed io, cofondatrice, non avevo più alcun potere decisionale e vedevo i miei post cancellati o coperti dal fantoccio, ultimo arrivato, che doveva farsi la propaganda elettorale grillina o che doveva appiccicare sulla pagina un post di cure miracolose a mio avviso assassine o propagande contro le vaccinazioni dopo che io stessa lo scorso anno stavo morendo per un morbillo preso in età adulta.
Sin dagli inizi, quando non eravamo d’accordo su una linea editoriale o sulla pubblicazione di un articolo, si era deciso per un voto democratico di tutti gli amministratori: ci si riuniva per vedere se si raggiungeva o meno la maggioranza per pubblicare un determinato articolo. Volavano intere giornate, gli amministatori si riunivano nuovamente per votare, ma anche se c’era la maggioranza assoluta e solo il voto di Stefano contrario, la “linea editoriale”…era la volontà di Stefano! Ma se gli si obietta che la sua è una posizione “fascista” la sua risposta è che non è vero e che ha studiato… ma non in una scuola…perchè secondo lui oggi le scuole non hanno valore. Su internet e sui libri ha studiato!!!! Lui e tutti gli approssimativi di “Lo Sai”, che in fondo non sanno nulla ma si sentono grandi ricercatori e studiosi grazie chissà a quale “sacro”blog! Capite la malattia di questi individui che spacciano cure su Facebook e sui blog a che livello stanno? Roba da capelli bianchi, ve lo assicuro!!!!
Così è stato fatto per ogni scelta. Oggi mi rendo conto di esser stata usata. Tutto finì quando, un bel giorno mi ritrovai fuori dalla pagina e dal sito per mio sfinimento e per sua grande gioia. Su Google, il mio nome, Helene Benedetti, lo trovate ancora affiancato a qualche articolo (che si sono dimenticati di cancellare) o su qualche intervista rimasta su Youtube o sulla pagina e sui post dell’esaltata di Roma che mi diffamò quando non si dovevano assolutamente bannare o cancellare gli utenti da “Informare per Resistere”… ieri mi sono presa una diffamazione atroce per non cancellare utenti e commenti ed oggi vi cancellano anche se scrivete loro “Siete vergognosi” (la realtà).
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Ho volutamente scelto di non entrare nei dettagli lunghi, sfiancanti e “paraGomBlottisti”, perchè ho scelto di raccontare la mia immensa delusione, forse la più grande della mia vita.
Dopo che una persona si fa, quello che tutti chiamano, “il mazzo” per creare dal nulla qualcosa e si gira l’Italia riscuotendo la stima di tutti, ci si rende conto che è stato creato “qualcosa” dal nulla, qualcosa di grandioso e questa persona riceve un trattamento fascista e schifoso, ingiusto e ipocrita, fa male, malissimo…
Ogni tanto apro quella pagina e leggo titoli e qualche post, rido per non piangere, ho pianto tanto per quella pagina. Non chiedetemi più cos’è accaduto a “Informare per Resistere”: quella pagina su cui avete messo il “Mi Piace” è morta, non ne è rimasto più nulla, ci è rimasto su un esaltato fasciocattolico, fanatico che si è preso il sudore di chi ci ha lavorato con amore. Se questa è la resistenza, l’Italia che doveva cambiare dal basso, la democrazia, la meritocrazia e ciò che tutti volevamo, vi assicuro che il nostro paese è finito perchè se dal basso accade questo riesco a giustificare anche i nostri politici dall’alto che non sono altro che lo specchio di questo popolo infame e finito, finito come “Informare per Resistere”.
In ultimo, non volendo tralasciare nulla, è giusto farvi riflettere sugli “Adsense”, perché non ho nulla da nascondere, almeno io. Gli Adsense sono delle pubblicità che si mettono sul sito e per cui un sito internet guadagna soldi. I soldi, e parlo di soldoni, inizialmente andavano a finire sui conti di alcuni amministratori, in attesa di essere trasferiti su un unico conto: dovevamo formare una società (mai fatta), che non doveva intascare i soldi di “Informare per Resistere”, ma doveva devolverli in beneficenze varie ma non è mai accaduto. Stefano, quindi, ha deciso di farsi girare tutti i soldi su un suo personalissimo conto bancario. Io avevo una piccola parte che non versai inizialmente visto che servivano per recuperare un po’ delle spese da me anticipate per girare l’Italia e lavorare 24 ore al giorno, successivamente non li ho versati per le stesse ragioni, visto che il mio lavoro era stato sfruttato da altri e che della società non se ne vedeva neanche l’ombra.
Mi chiedo quanto ci sia di morale in tutta questa storia e mi chiedo anche quanto il Dio di Stefano e dei suoi amici cattocomplottisti sia orgoglioso di loro e del loro ingiusto comportamento. I vecchi amministratori hanno proposto più volte a Stefano di aprire un’altra pagina o di andare su “LoSai” a pubblicare ciò che non era in linea con “Informare per Resistere”, ma vista l’importanza acquisita dalla pagina, grazie al lavoro mio e di altri amministratori, era più allettante tenere una pagina così grande… non importava se non era frutto del proprio lavoro ma di quello degli altri; non importava se era un vero e proprio furto perchè Stefano e i suoi non sarebbero mai riusciti con le loro becere idee ad accumulare tutta quell’utenza: basti veder che la pagina “LoSai” conta solo 152.000 utenti a differenza di “Informare per Resistere” con quasi 900.000 utenti prima che andassi via definitivamente.

Marie Helene Benedetti, ex cofondatrice di un sito un tempo fantastico e morto da anni.

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