La macchina del funky

Corrado Gabriele: chi è il candidato di De Luca condannato per abusi sessuali

Lui si chiama Corrado Gabriele, è stato assessore regionale nella giunta di Bassolino e oggi torna come candidato con Vincenzo De Luca. Ma, come ha fatto sapere ieri Mara Carfagna, con un bel problema: Gabriele è stato infatti condannato in primo grado per violenza sessuale nei confronti delle figlie minorenni della ex moglie, per fatti accaduti tra il 1999 e il 2005. La sentenza di primo grado risale all’aprile 2011:

Nell’esposto agli atti dell’inchiesta, risalente al 2005, la vicenda degli abusi inizia nel giugno del 1999, con un primo episodio di molestie sessuali subìto dalla maggiore delle sorelle, all’epoca ancora quindicenne. Secondo quanto riferito dalla ragazza, Gabriele l’avrebbe presa in braccio, portata sul divano e baciata “dal seno fino alla pancia”. La ragazza racconta di avere reagito scappando in camera, per poi confidarsi qualche giorno dopo con la sorella e una compagna di scuola. Una vicina di casa le suggerisce di non parlare con la madre perché questa “non avrebbe sopportato una seconda separazione dopo quella avuta dal primo marito”. La ragazza ne parla anche al padre. Qualche tempo dopo l’ex assessore le avrebbe rivolto la domanda: “Ti senti abbastanza pornografica?” Invitandola a conoscere un amico. Un altro episodio agli atti risalirebbe all’estate di due anni dopo.
Gabriele, sempre secondo i racconti, sarebbe entrato nella stanza della figliastra più piccola e ci avrebbe provato. E ancora: “Se due persone si piacciono, è giusto che stiano insieme”, così Gabriele sarebbe tornato alla carica in un giorno d’estate del 2004, stavolta di nuovo nei confronti della sorella maggiore. Ricevendone un respingente “non mi piaci, il marito della madre non è una persona qualsiasi”. E poi, un giorno, Gabriele sarebbe entrato in bagno mentre la sorella più grande si faceva la doccia: in quella casa – secondo la denuncia – le chiavi del bagno e della camera da letto delle ragazze non si trovavano più. E ancora. Nel luglio del 2005 una ragazza si sarebbe svegliata di soprassalto mentre Gabriele le accarezzava il fondoschiena. Risalirebbe al 28 luglio 2005 l’ultima molestia, raccontata sempre dalla ragazza più grande: mentre la madre è in vacanza all’estero, l’ex assessore l’avrebbe palpata dopo essersi inginocchiato accanto al letto.

Oggi Corrado Gabriele si difende in un’intervista a Repubblica:

Consigliere Gabriele, la Carfagna ha detto che la sua è una candidatura indegna. Ne ha parlato con De Luca? Non pensa di danneggiarlo?
«Certo che ne ho parlato con De Luca e mi ha detto di andare avanti. Si tratta di una vecchia vicenda, nota a tutti da tempo, di cui i giornali hanno raccontato ampiamente ogni particolare. Tutti sanno che sono innocente».
Per adesso, però, lei ha una condanna in primo grado.
«Tutti quelli che mi conoscono sanno bene che sono estraneo ai fatti. La Carfagna è stata molto scorretta a intervenire a gamba tesa a pochi giorni dal voto e dal processo di appello che comincia il 12 giugno. A Napoli anche le pietre sanno che sono completamente estraneo alle circostanze, peraltro ridicole, che mi vengono imputate».
Definisce ridicole le molestie nei confronti di due minorenni?
«Sa di cosa parliamo? Una mi accusa di averla spiata mentre faceva la doccia. Un’altra di palpeggiamenti notturni. Tutto falso. Io sfido la Carfagna a un pubblico confronto su questa storia».
La Carfagna ribatte che lei deve confrontarsi solo con la sua coscienza.
«Dice così perché ha paura di un confronto vero. Scappa».
Ma, insomma, perché le due ragazze avrebbero inventare tutto?
«Per vendicarsi dopo la separazione tra me e la loro madre. Due ragazze che avevo accolto a casa mia dopo che il loro papà le aveva abbandonate».
Una vendetta?
«Nella vicenda tra me e la madre hanno rivissuto quella precedente con il loro papà. Hanno creduto così di vendicarsi».