Cultura e scienze

Coronavirus: come si esegue il test del tampone

vaccino influenza coronavirus olbia

La prossima settimana verrà eseguito il test del tampone faringeo sui 55 italiani rientrati da Wuhan, regione focolaio del Coronavirus. Da lunedì scorso sono in quarantena nella città militare della Cecchignola a Roma. Non si esclude che, dopo i risultati del tampone effettuato due giorni fa su uno degli italiani in quarantena, il protocollo sulla profilassi possa subire variazioni. Ai 55 è stato chiesto di attenersi in maniera rigida all’utilizzo di mascherine e guanti. Prima di essere imbarcati sull’aereo per Pratica di Mare, i 56 italiani in partenza da Wuhan il 2 febbraio scorso sono stati sottoposti al controllo della temperatura, come previsto dalle linee guida internazionali dell’Oms, ma non al tampone faringeo. Quest’ultimo esame è stato eseguito sui 56 non appena arrivati in Italia. Ma cos’è e come si esegue il test del tampone? Spiega oggi il Corriere della Sera:

È un esame diagnostico che serve per ricercare microrganismi presenti nelle prime vie respiratorie (naso e gola).Consiste nell’inserire un sottile bastoncino cotonato, simile a un cottonfioc, nella gola per prelevare da faringe, tonsille e mucosa il materiale da esaminare. Il sistema della campionatura periodica dei cittadini in quarantena rimpatriati dalle zone epidemiche della Cina è stato adottato anche in Italia per gli italiani ospitati da lunedì scorso, al ritorno da Wuhan, nella sede militare della Cecchignola.

Durante il periodo di quarantena, secondo il protocollo inizialmente predisposto, erano previsti 4 tamponi eseguiti periodicamente anche in assenza di sintomi. I campioni, dopo una prima analisi presso il laboratorio del Policlinico militare del Celio diretto dal Colonnello Florigio Lista, che ha contribuito alla messa a punto del protocollo, sono stati inviati allo Spallanzani e poi all’Istituto Superiore di Sanità.

coronavirus sintomi contagio
Coronavirus 2019-nCov: i sintomi e il contagio (Il Messaggero, 31 gennaio 2020)

Il test diagnostico sul Coronavirus non è ancora in commercio e non può essere eseguito in tutti i laboratori: «Non si può improvvisare», chiarisce Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani. La procedura stabilita dal ministero della Salute in una circolare prevede che le analisi dei campioni di pazienti sospetti siano inviate ai centri di riferimento regionali e per conferma all’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani.

Leggi anche: Pierpaolo Sileri: il viceministro e il rischio Coronavirus