Cosa dice davvero lo studio di Harvard sul Coronavirus a Wuhan a ottobre

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2020-06-10

Secondo lo studio, che è ancora in fase di revisione e i cui risultati preliminari sono stati pubblicati dal Guardian, le immagini dei parcheggi hanno mostrato un “forte aumento” a partire da agosto 2019 e con un picco a dicembre 2019. Ma ci sono delle obiezioni alle conclusioni che comunque non sono ancora definitive

Ieri in molti, tra cui la pagina facebook della Lega, hanno ripreso le immagini satellitari che mostrano un’impennata del numero dei veicoli fuori dai principali ospedali di Wuhan lo scorso inverno, che suggerirebbero che il Coronavirus SARS-COV-2 possa essere stato presente ed essersi diffuso in città mesi prima che le autorità riconoscessero la malattia, secondo uno studio dalla Harvard Medical School, Boston University of Publich Health e Boston Children’s Hospital, dopo l’analisi delle immagini satellitari dei parcheggi dei principali ospedali di Wuhan tra gennaio 2018 e aprile 2020, e le tendenze nelle ricerche su Internet. Secondo lo studio, che è ancora in fase di revisione e i cui risultati preliminari sono stati pubblicati dal Guardian, le immagini dei parcheggi hanno mostrato un “forte aumento” a partire da agosto 2019 e con un picco a dicembre 2019. Tra settembre e ottobre, cinque dei sei ospedali analizzati hanno visto il loro più alto volume giornaliero di automobili. Quanto alle ricerche sul web, l’utilizzo delle parole “diarrea” e “tosse” è aumentato notevolmente circa 3 settimane prima del picco nei casi confermati di Covid-19 alla fine del 2019.

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Ora, a parte che è molto probabile che il Coronavirus circolasse in Cina già a ottobre ma questo studio non prova ciò che la propaganda invece sostiene, ovvero che le autorità cinesi sapessero del virus, né in qualche modo c’entra con la storia di SARS-COV-2 inventato nel laboratorio di Wuhan, che invece la Lega e Fratelli d’Italia tramite le pagine facebook di Salvini ha dato per certo facendo circolare consapevolmente una bufala per la quale nessuno dei due si è ancora scusato visto che è anche attraverso la circolazione di fake news che i sovranisti d’Italia (e d’Europa e del mondo) basano la loro propaganda, è interessante notare che nello stesso articolo del Guardian si segnalano alcune obiezioni ai risultati dello studio, che in ogni caso non sono presentati in modo definitivo ma dubitativo a dispetto delle affermazioni dei quotidiani sulla vicenda. Le origini di Covid-19 sono state per la prima volta ormai segnalate con certezza in un cluster di casi associati al mercato degli animali vivi lo scorso dicembre. In più il Guardian cita Paul Digard, virologo dell’università di Edimburgo, il quale spiega che lo studio sarebbe stato più persuasivo se l’aumento dell’attività negli ospedali di Wuhan fosse stata comparata con quella di altri ospedali nello stesso periodo: “Lo studio forza la correlazione e sarebbe stato interessante invece vedere i dati di altri ospedali al di fuori della regione per avere un riscontro più cogente”. Keith Neal, professore emerito di epidemiologia all’università di Nottingham, sempre citato dal Guardian, è ancora più netto: uno dei due ospedali osservati è quello per i bambini, che è descritto nel paper come il più grande ospedale pediatrico nella provincia dell’Hubei: “Ma sono relativamente pochi i casi di bambini ospedalizzati con una diagnosi di COVID-19.. Il fatto che quello sia un ospedale per bambini – conclude Neal – suggerisce che probabilmente non erano malati di COVID-19”.

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