Economia

Comprare casa con il leasing

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Con la legge di stabilità 2016 è possibile comprare casa in leasing. Come con l’auto l’utilizzatore può chiedere ad una banca o ad un istituto finanziario di acquistare un immobile. Ma anche di farlo costruire secondo i propri desiderata. In base al contratto e al valore si paga un canone annuale e alla fine si può riscattare l’immobile ad un prezzo prefissato (scontando il canone versato). Il meccanismo viene regolamentato nel dettaglio: in caso di difficoltà il canone, per una volta, può essere bloccato dodici mesi. Se alla fine del contratto l’immobile non viene rilasciato scattano le procedure di sfratto. Per gli under35 con redditi sotto i 55.000 euro, poi, il canone non può superare gli 8 mila euro l’anno e il riscatto finale si deve fermare a quota 20.000 euro. Un’altra riforma che prende posto nella manovra è quello dei consulenti finanziari, con l’arrivo di un apposito albo e – soprattutto – di un fondo per la tutela extragiudiziale dei risparmiatori gestito da Consob. Il Corriere della Sera spiega oggi come funzionano le agevolazioni e gli esempi di leasing abitativo con finanziamento a 20 anni:

L’utilizzatore è garantito dal pericolo di fallimento di chi vende la casa alla società di leasing; bisogna però considerare anche che l’operazione presenta un altro rischio: la banca concedente anche solo dopo il salto di una rata può in teoria avviare la convalida dello sfratto. La legge prevede che se perde il lavoro senza giusta causa l’utilizzatore ha diritto a un anno di moratoria delle rate; passati i 12 mesi dovrà riprendere i pagamenti maggiorandoli degli interessi maturati nell’anno in cui non si sono versati i canoni. Il problema sta nella definizione di giusta causa: se si perde il lavoro per crisi aziendale (oggi il caso di gran lunga più frequente) c’è giusta causa e quindi, almeno se non intervengono chiarimenti ulteriori, c’è la possibilità che la società proprietaria dell’immobile ritenga che l’utilizzatore non abbia diritto alla moratoria.
E’ evidente che per le banche finanziare con un leasing anziché con un mutuo presenta un vantaggio decisivo: si bypassano le lungaggini e le difficoltà dell’esecuzione immobiliare. Una volta convalidato lo sfratto la società che ha concesso il leasing infatti può vendere l’immobile ma lo deve fare al valore di mercato; all’utilizzatore spetta uno somma pari al ricavato della vendita meno l’importo ancora dovuto alla banca attualizzato. Se ci fossero com’è probabile contestazioni sui calcoli (congruità del valore ricavato dalla vendita, computo delle somme dovute) all’utilizzatore tocca l’onere della prova; dovrà ricorrere al giudice e prima di veder riconosciute le sue ragioni (se e quando le avesse) dovrà rassegnarsi ad arrivare in Cassazione: un iter improbabile perché presuppone spese per migliaia di euro da parte di un soggetto che non ha i soldi per evitare lo sfratto.
 

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Comprare casa con il leasing: come funziona (Corriere della Sera, 17 gennaio 2015)