Opinioni

Come riconoscere i sintomi del Coronavirus

Melania Rizzoli, laureata in medicina e chirurgia oltre che parlamentare di Forza Italia, su Libero di oggi spiega quali sono i sintomi del Come riconoscere i sintomi del Coronavirus SARS-COV-2, come riconoscerli e come scoprire se si è malati di COVID-19:

Febbre e affanno. Sono questi i due sintomi principali di esordio dell’infezione da Coronavirus, sono stati riscontrati presenti sempre insieme nell’86% dei soggetti esaminati e diagnosticati infetti, mentre l’altro sintomo iniziale, la tosse, è invece stata registrata nella metà dei pazienti, ovvero nel 50% di coloro che poi sono risultati affetti dal Covid-19. Questi sono i dati ufficiali.

Quindi tutti coloro che si trovino improvvisamente con l’aumento della temperatura superiore almeno ai 37.5 gradi e di segnali come tosse e dispnea, alla luce delle ultime statistiche epidemiologiche, anche se non significa necessariamente avere contratto l’infezione da Coronavirus, devono ragionevolmente sospettarne la presenza, devono rimanere a casa, non andare in pronto soccorso, ma chiamare il proprio medico di famiglia o il 112, canali attraverso i quali il personale sanitario valuterà telefonicamente la situazione, verificando, con altre domande specifiche, il sospetto della virosi in atto, e regolarsi di conseguenza.

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Coronavirus: COVID-19, la malattia (La Repubblica, 4 marzo 2020)

Per tale motivo è importante che le persone che improvvisamente accusino i sintomi più comuni sopra elencati, quali febbre, stanchezza, tosse secca e non produttiva (senza catarro), o presentino anche indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, congiuntivite, mal di gola o diarrea, tutti segnali generalmente lievi, che però acquistano intensità nel giro di 48 ore, devono contattare il proprio medico, poiché l’infezione può rapidamente evolvere in polmonite, causando la temibile sindrome respiratoria acuta grave, con insufficienza renale ed altre complicazioni organiche potenzialmente letali.

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Coronavirus: come ci si ammala (La Repubblica, 4 marzo 2020)

Ricordo inoltre che il periodo di incubazione, ovvero il tempo che intercorre tra il contagio e lo sviluppo dei sintomi, che si stima di circa 14 giorni, è il periodo più pericoloso sia per diffondere che per contrarre il contagio, poiché essendo la malattia in queste due settimane assolutamente asintomatica, la persona infetta, e da subito contagiosa, si sente bene, non accusa nessun disturbo, per cui continua ad uscire e relazionarsi con più persone, diffondendo, seppur inconsapevole, il Covid-19 ad almeno 18 soggetti, i quali manifesteranno i sintomi dopo due settimane da quello sfortunato incontro.

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