Cultura e scienze

Scuola: come sarà la didattica a distanza

Le linee guida del ministero della Pubblica Istruzione sulla didattica a distanza, contenute in dieci pagine in cui si spiega che agli alunni che non potranno stare in aula dovrà essere garantita “una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona”

Repubblica oggi racconta le linee guida del ministero della Pubblica Istruzione sulla didattica a distanza, contenute in dieci pagine in cui si spiega che agli alunni che non potranno stare in aula dovrà essere garantita “una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona”.

Lezioni a distanza a metà classe, in diretta o streaming, l’altra metà in aula. La settimana dopo si cambia. Se il coronavirus costringerà a un nuovo lockdown delle scuole, le Linee prevedono una quota minima di 20 ore settimanali di lezione alle superiori, 15 ore alle elementari ( 10 ore per le prime classi). Videochat per i piccoli dell’infanzia. Con l’introduzione della lezione a distanza con il docente in classe si sono dovute garantire più pause agli studenti: la Dad richiede uno sforzo superiore.

Le lezioni da casa (e quelle in classe contemporanee) scendono a 45 minuti. Con l’allargamento dell’impegno digitale, cambia la professionalità richiesta ai docenti. Dovranno formarsi sull’informatica e sulle didattiche innovative: classe capovolta, dibattito, cooperazione, gestione delle emozioni degli studenti.

linee guida ritorno a scuola 14 settembre
Le linee guida per il ritorno a scuola a settembre (La Repubblica, 27 giugno 2020)

Il quotidiano spiega anche che così viene rivisto l’orario della lezione stessa che, per un gruppo a distanza, scende a 45 minuti: bisogna consentire «le giuste pause».

I voti via schermo avranno lo stesso valore di quelli in presenza. Uno studente a cui tocchi la settimana a casa, potrà essere interrogato «in sincrono» dalla docente in aula. Il ministero si  preoccupa, tra l’altro, che le attività non obblighino le famiglie all’acquisto di stampanti. Le superiori avranno Dad massiccia, presumibilmente nel corso di tutto il prossimo anno. Il ministero lo certifica chiedendo a questi istituti di dotarsi di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata.

Partirà una nuova rilevazione per comprendere qual è la “dotazione device” degli studenti e, questa volta, «in via residuale», un computer potrà essere dato anche ai docenti precari. Cambia la didattica, con l’allargarsi dell’impegno digitale. Sarà più stringata. I collegi docenti dovranno rimodulare le architetture individuando «i contenuti essenziali delle discipline» per consentire agli alunni lontani «autonomia e responsabilità». Per gli studenti più fragili si possono immaginare «percorsi di istruzione domiciliare». E la formazione dei docenti si rinnova: corsi di Informatica e metodologie all’avanguardia.

La ministra Azzolina smentisce l’articolo di Repubblica:

Questa mattina sui giornali sta circolando questa notizia che è assolutamente falsa. Le linee guida sulla didattica digitale integrata non dicono questo. Nessun studente starà una settimana a casa e una settimana a scuola. Diffondere queste notizie false scatena solo panico ingiustificato alle famiglie, agli studenti e al personale scolastico.

Ricordo inoltre che la Didattica Digitale potrà essere integrata con quella in presenza solo ed esclusivamente per le scuole secondarie di secondo grado. Quindi per gli studenti dai 14 anni in su. Il testo delle linee guida sarà inviato oggi al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il necessario parere.

Il mondo della scuola sta lavorando alacremente per la riapertura di settembre. Ringrazio tutto il personale scolastico per questo. C’è bisogno di un maggior senso di responsabilità da parte di tutti. Ricordo che ogni notizia ufficiale, in vista della ripartenza della scuola, viene sempre pubblicata sul sito del Ministero dell’istruzione (www.miur.gov.it) e successivamente sui canali social miei e del @misocial

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