Tecnologia

Come guadagnare con i nostri dati online?

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Milena Gabanelli e Fabio Savelli sul Corriere della Sera oggi illustrano come i big di internet guadagnano sfruttando i nostri dati online: Internet è il più grande mercato nella storia dell’umanità, e ha imparato a sfruttare tutte le informazioni personali prodotte ogni volta che facciamo un clic, elaborandole in algoritmi in grado di orientare i bisogni, i comportamenti sociali, e influenzare anche le scelte politiche. Si chiama «profilazione»: una merce molto richiesta da migliaia di aziende e gruppi di pressione.

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Come avviene la profilazione (Corriere della Sera, 14 ottobre 2019)

Ma l’articolo spiega anche come guadagnare con i nostri dati online:

Una delle poche strade percorribili al momento è quella che sta portando testardamente avanti Isabella De Michelis con la sua ErnieApp. Consente agli utenti di eseguire direttamente il«codice» (della funzione che regola i consensi della privacy) sugli applicativi di Google e Facebook in modo che gli utenti  possano farsi pagare per non negare i permessi. Si tratta di una prospettiva rovesciata. Non posso farmi pagare per i miei dati? Mi faccio pagare per consentire ad altri di usarli.

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Le normative e le alternative (Corriere della Sera, 14 ottobre 2019)

Weople invece prova a farci guadagnare se ci si iscrive alla sua piattaforma sottoscrivendo un contratto. Ottiene una delega per richiedere i nostri dati alle aziende con cui siamo venuti in contatto, li deposita nel nostro conto personale, li rende anonimi e li fa fruttare sul mercato senza teoricamente vendere l’identità di nessuno. Il 90% del valore generato viene restituito, al netto dei costi di gestione. Weople è stata finanziata anche dal mondo Coop.

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