Opinioni

Come Di Maio cerca di sabotare lo ius culturae

Federico Capurso sulla Stampa racconta oggi che Luigi Di Maio è impegnato in un braccio di ferro virtuale con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su due temi che ritiene pericolosi elettoralmente: l’eutanasia e lo ius culturae.

Il premier affronta il «fine vita» accogliendo i dubbi dei vescovi italiani e spinge a favore di uno Ius culturae che estenda la cittadinanza ai minori stranieri. Detta delle coordinate, dunque, alla sua azione di governo e indirettamente a chi, nel Movimento, lo vede come prossima guida del partito. Dall’altra parte, invece, Di Maio sbuffa, svicola, frena; contrariato all’idea di dover prendere posizione su un terreno che considera da sempre scivoloso, perché è lì che il suo elettorato è diviso. Ed è questo un nuovo e pericoloso elemento di fragilità per la maggioranza giallorossa, non tanto per le idee delle due forze di maggioranza – anzi, più vicine di quanto non fossero quelle dei gialloverdi -, quanto per gli ulteriori attriti che stanno scaturendo tra Conte e Di Maio e che rischiano di riflettersi sul Movimento.

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E quindi potrebbero presto nascere problemi proprio sul disegno di legge sullo Ius Culturae, di chi è stato nominato relatore Giuseppe Brescia del M5S, presidente della Commissione Affari Costituzionali:

Un provvedimento appoggiato da Conte e salutato entusiasticamente da una larga fetta di deputati, nonostante Di Maio lo osteggi apertamente. Il numero di parlamentari grillini che vuole cogliere l’occasione del governo con il Pd per allontanare il M5S dal populismo di destra è vasto. Ed è cresciuto rispetto alla corrente di sinistra che un tempo si agitava sotto il vessillo del presidente della Camera Roberto Fico. «Di Maio si comporta come se il Movimento stesse ancora lavorando con la Lega», dice tra i denti un senatore di peso M5S. «Mi sembra evidente che non creda in questo progetto, a differenza di Conte».

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