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Claudio Corbolotti: l’ultras dello striscione per Mussolini lavorava con Alemanno

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Claudio Corbolotti è tra i nove estremisti di destra denunciati per aver esposto lo striscione inneggiante a Mussolini in piazzale Loreto prima di Milan-Lazio. 53 anni, capo ultrà della Curva Nord della Lazio, è stato Corbolotti a chiamare più volte il «presente» al drappello di ragazzi sul marciapiede mentre faceva il saluto romano. È accusato con gli altri di manifestazione fascista, rischia da sei mesi a due anni di carcere. Ma, racconta il Corriere, nella sua biografia c’è qualcosa in più:

Candidato per l’Msi alle Amministrative del 1993, è stato arrestato nel 2004 per gli scontri dopo la sospensione del derby Roma-Lazio. Era quello in cui filtrò la falsa notizia del bambino ucciso durante le cariche della polizia fuori dall’Olimpico, dell’invasione di campo dei capi ultrà (fra loro Daniele De Santis, romanista condannato per l’omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito nel maggio 2014 a Roma, prima di Fiorentina-Napoli) per terrorizzare i calciatori e spingerli a non giocare il secondo tempo. E dell’assalto di romanisti e laziali a polizia e carabinieri.

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E, come da tradizione, c’è anche qualcosa in più:

Corbolotti non è l’unico estremista di destra ad essere entrato in Campidoglio, ma lui faceva parte dell’ufficio di Antonio Lucarelli, già ex portavoce romano di Forza Nuova e poi capo della segreteria del primo cittadino. Allora Alemanno replicò così alle accuse di aver affidato incarichi pubblici a queste persone: «Rifiuto la logica per cui chi ha precedenti debba avere una condanna avita e non possa più lavorare».

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