Cultura e scienze

La giornalista del Tg1 e le affettuosità con i 5 Stelle (solo?)

claudia mazzola tg1

Claudia Mazzola, giornalista del Tg1, è finita nelle cronache dei giornali perché faceva parte della cinquina di nomi che il MoVimento 5 Stelle ha proposto per il consiglio di amministrazione della RAI da far votare su Rousseau ai suoi iscritti. La Mazzola qualche anno fa era stata attaccata vigorosamente e con toni maschilisti dallo stesso M5S, che la accusava di fare disinformazione perché aveva tagliato un videomessaggio di Beppe Grillo.

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Evidentemente qualcosa deve essere cambiato visto che la Mazzola è stata messa nella cinquina. Per la cronaca, va segnalato che il servizio “incriminato” non aveva nulla di strano (anche se il M5S, soprattutto successivamente, avrà ragione a lamentarsi per come il Tg1 durante la scorsa legislatura ha spesso trattato temi legati al MoVimento, in special modo per Roma).

Il Giornale però oggi fa un ulteriore passo avanti (nel delirio) andando all’attacco di Mazzola perché beccata in flagranza di bacetto sulla guancia:

La candidatura, insomma, formalizza di fatto quello che tutti i colleghi che seguono i Cinque stelle considerano un rapporto «assolutamente osmotico». Con Rocco Casalino – l’uomo che ha in mano la comunicazione grillina– il feeling è solidissimo, cosi come con Carlo Passarello, portavoce del presidente della Camera Roberto Fico.  Ma non è solo con i «comunicatori» che la Mazzola è strettissima.

Mercoledì, per dire, in Transatlantico non sono passati inosservati i baci al senatore Gian Luigi Paragone e gli abbracci ripetuti alla presidente del Senato Paola Taverna. Insomma, una vera e propria cronista embedded. Che poi fin qui niente di neanche troppo strano, considerando sempre che si parla della Rai. Quello che ha davvero dell’incredibile – al limite della provocazione – è che Mazzola continua tuttora a confezionare affettuosi servizi sul M5s per il Tg1.

A viale Mazzini, per capirci, nessuno ha ritenuto opportuno spostarla ad altro servizio. E questo nonostante il canone sia pagato dagli italiani per avere un’informazione che non solo deve essere imparziale e plurale, ma che dovrebbe anche apparire tale.

Ora, se la Mazzola ha davvero salutato calorosamente Paragone e Taverna, va sottolineato che ha fatto né più né meno che quello che altri suoi colleghi delle reti pubbliche e dei giornali tradizionalmente fanno da quando la RAI si chiama RAI e da quando i giornali si chiamano giornali. Perché adesso siano i baci e gli abbracci di Mazzola il problema quando non lo sono stati gli stessi comportamenti di altri giornalisti è un mistero un po’ buffo e un po’ tragico. È invece giusto porsi il problema dei servizi del TG1 (così come lo era in altre epoche in cui al governo c’erano altri…) se questi hanno davvero qualcosa che non va. Ma al Giornale non hanno ritenuto necessario nemmeno fare un esempio. Si vede che di affettuosità se ne intendono.

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