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Chikungunya, come difendersi dalla zanzara e dal rischio epidemia

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Sono dieci i nuovi casi di Chikungunya registrati nel Lazio. I dati aggiornati forniti dalla Regione parlano di 27 casi totali, quasi tutti provenienti da Anzio, comune del litorale. Sei quelli riscontrati invece a Roma, dove è emergenza per il blocco parziale delle donazioni disposto ieri dal Centro Nazionale Sangue nei territori coperti dalla ASL Roma 2, vale a dire le zone sud ed est della Capitale che hanno in tutto circa un milione di abitanti.

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Chikungunya, la zanzara tigre e gli allarmi a Roma (Il Messaggero, 15 settembre 2017)

Alessandra della Torre, parassitologa del dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza, ha messo in fila con il Corriere della Sera Roma una serie di consigli e misure di prevenzione sia individuali sia ambientali utili a proteggersi dal pizzico delle zanzare-vettore che trasmettono la Chikungunya, che ha sintomo tipico – gli acuti dolori alle ossa- che assieme alle eruzioni cutanee e alla febbre alta dovrebbero suggerire immediati controlli. A passare la malattia sono le zanzare tigre, che comunemente pungono durante il giorno. Le precauzioni quindi riguardano innanzitutto l’abbigliamento durante le ore diurne:

Coprirsi bene, con maglie e pantaloni lunghi, evitare i sandali, in pratica rendere meno esposta la cute». Seconda precauzione, i repellenti cutanei:«Quelli che tradizionalmente si utilizzano per difendersi dalle zanzare comuni -continua l’esperta -: in questo modo ci sarà una doppia protezione, dentro e fuori le mura domestiche». Per quanto riguarda i fattori ambientali, in casa – com’è ovvio – sarebbe utile l’utilizzo delle classiche zanzariere o, magari sul terrazzo, di zampironi.
Ma ci sono anche tutta una serie di accorgimenti, immediati e meno costosi, volti a limitare se non l’intrusione almeno il proliferare delle larve che si sviluppano come detto nei ristagni d’acqua. «I contenitori con acqua stagnante, come bottiglie aperte, sottovasi, innaffiatoi devono essere svuotati – prosegue la parassitologa – mentre per i tombini privati sarebbero utili dei trattamenti larvicidi: seguendo le opportune istruzioni si possono utilizzare tranquillamente i prodotti in commercio, se si trovano con facilità significa che hanno superato un’infinità di controlli per rispondere alle normative europee e non comportano rischi per la salute». Infine, attenzione alle fasce più «fragili».Anziani,donne incinta, neonati: ecco, evitargli giardini e spazi verdi, soprattutto dopo un temporale, potrebbe essere un’accortezza decisiva. C’è infine tutta la parte «pubblica» della prevenzione, dagli scoli ai tombini: ma, di questo, se ne deve occupare il Comune.

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Chikungunya, le zone a rischio a Roma

Intanto da dieci Regioni italiane (Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, provincia di Trento, Veneto e Toscana) sono arrivate per ora 849 sacche di sangue per sopperire al deficit, in una gara di solidarietà definita dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti un ‘bell’esempio di unità e generosità del Paese’. Ma è lo stesso governatore che prova a spegnere gli allarmismi, spiegando che ‘non ci sarà carenza di sangue’. Il provvedimento adottato per la Asl Roma 2, inoltre, non dovrebbe essere esteso ad altre zone della città, come conferma il capo della cabina di regia sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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