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Chiara Ferragni risponde agli insulti: "Fate schifo, questa non è libertà di pensiero" | VIDEO

Asia Buconi|

chiara ferragni

Dopo il caos che l’ha travolta a causa della discussa collaborazione con Balocco per il “pandoro benefico”, Chiara Ferragni è tornata a far parlare di sé per un video di risposta ad alcuni commenti offensivi pubblicato nelle sue stories di Instagram. Le critiche erano arrivate per un post social in cui l’influencer, nel pubblicizzare un noto brand, appariva in un completino intimo rosso acceso e molto succinto.

Da qui, le considerazioni ai limiti dell’insulto di alcuni utenti: “Non pensi di mettere in imbarazzo Leo, che ormai si sta interfacciando con altri bambini in ambito scolastico, con queste continue apparizioni mezza nuda?” si chiede qualcuno. E gli fa eco un altro: “In barba a chi si alza alle 6 ogni mattina per i dignitosi 1000 euro al mese” e ancora “a sto punto manca solo Onlyfans”.

@chiaraferragni♬ original sound – Chiara Ferragni

La risposta di Chiara Ferragni agli insulti: “Questa non è libertà di pensiero”

Le considerazioni offensive degli utenti non sono sfuggite a Chiara Ferragni che, dopo aver tentato di rispondere singolarmente alle critiche, ha deciso di pubblicare un video in cui sintetizza il suo punto di vista sulla questione.

Nel farlo, l’influncer ha così esordito: “Commenti misogini, in cui mi si prende in giro per il mio aspetto fisico, o perché sono mamma. Li leggo da quando avevo 19 anni, sono cresciuta con l’idea che la gente spara schifezze tutto il giorno. Non fate finta che questa sia libertà di pensiero, questa è maleducazione sotto tutti i punti di vista. Cosa state insegnando agli altri? Secondo me fate schifo”. Poi, nel concludere la sua replica, Chiara Ferragni ha detto:

Come io a 19 anni ci sono stata male quando la gente commentava con estrema cattiveria il mio fisico o qualunque cosa facessi, la stessa cosa la proveranno tantissime altre ragazze quando leggono commenti del genere. Tutti vediamo cose che non ci piacciono, sui social o anche nel mondo normale: un po’ più di educazione, c**o!