Politica

Tutti i centristi d'Italia

Centristi d’Italia, l’Italia s’è desta. Quando l’odore di elezioni comincia a farsi più forte i molteplici (auto)rappresentanti dello spazio politico più ambito del Belpaese serrano le fila per assicurarsi il posto migliore in corsa. Libero oggi riepiloga in questa infografica le molte anime dei centristi d’Italia pronti a riunirsi dopo la diaspora post-elezioni 2013 che dopo la condanna di Berlusconi per frode fiscale aveva dato il là all’abbandono del Cavaliere, giudicato politicamente morto, e al riciclaggio in area governativa.

Tutti i centristi d’Italia

Il primo fu Angelino Alfano, alla testa di un gruppo di “responsabili” che ha garantito i governi Renzi e Gentiloni al prezzo della scomparsa prima elettorale e poi politica della sua creatura, il Nuovo Centro Destra che verrà definitivamente sciolto in settimana per confluire in un nuovo progetto politico.  Poi c’è Raffaele Fitto, che aveva lasciato il centrodestra proprio per l’appoggio al governo di centrosinistra, e Denis Verdini che ha fatto il percorso opposto.

Sembra il fermo immagine di un tramonto. E invece no. Il premier perde il referendum. Lascia il governo e anche la segreteria dei dem. I centristi che avevano creduto in lui, sicuri di essersi guadagnati un posto sicuro nel «Partito della Nazione», versione del Pd allargata ai moderati ex pidiellini, si sono svegliati dal sogno. Ed è cominciato l’incubo. Vagano. Alcuni tornano alla corte berlusconiana, dovendo riconoscere che, per l’ennesima volta, hanno venduto la pelle dell’orso prima che spirasse. Altri inseguono alchimie, teorizzando la nascita di un quarto polo centrista che si inserisca in una competizione già affollatissima. Sabato Pier Ferdinando Casini ha lanciato una proposta unitaria ai centristi: «Cerchiamo un leader con il metodo democratico delle primarie». Una proposta aperta a tutti, anche a Silvio Berlusconi. Ma non alla Lega.

tutti i centristi d'italia
I partiti e i movimenti “di centro” in Italia (Libero, 13 marzo 2017)

Alfano intanto lavora al suo nuovo partito, mentre Rivoluzione Cristiana di Rotondi e Idea di Quagliariello rimangono vicini alla galassia di Berlusconi, così come Cesa, reduce dall’ennesima scissioncina del”UDC. Mario Mauro invece è tornato all’ovile in attesa di ricollocazione elettorale. Tanti «generali senza truppe che gentilmente acconsentono di essere votati da noi», come disse una volta Massimo D’Alema riferendosi a Mario Segni e al prezzo che il professore del maggioritario gentilmente alzava di volta in volta per allearsi con il PDS. Tutti insieme appassionatamente con l’intenzione di portare via Berlusconi dall’abbraccio di Fratelli d’Italia e Lega Nord. Che però, a differenza dei centristi, i voti li prendono davvero. Silvio ci cascherà?