La macchina del funky

Alfonso Bonafede spiega perché Virginia Raggi ha chiesto il giudizio immediato

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Come avevamo spiegato ieri, Virginia Raggi ha chiesto il giudizio immediato sul caso Marra anche perché questo eviterà al GUP di sentenziare sul suo caso, visto che gli spifferi del Campidoglio erano molto pessimisti riguardo l’archiviazione. Oggi Alfonso Bonafede, deputato che segue per conto del MoVimento 5 Stelle quanto accade in Campidoglio, in un’intervista al Messaggero tra le righe conferma le motivazioni:

Dunque, la strategia processuale e l’opportunità politica sisono incontrate e sposate alla perfezione?
«Forse questo dispiacerà molto ai giornalisti».
A proposito: in caso di condanna Raggi si dovrà dimettere?
«Si atterrà al codice etico, come ha sempre detto».
Quindi?
«Vale quanto scritto sul codice etico».

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Bonafede, lo confessi: grazie alla scelta di Raggi ora avete un peso in meno per la campagna elettorale?
«Beh, diciamo che i giornali hanno un po’ di amaro in bocca in più».
Ma no, facciamo un esempio: lei ha evitato che nei prossimi mesi in qualsiasi talk-show le rinfacciassero il caso Roma e la Raggi rinviata a giudizio. Vuole sostenere il contrario?
«Non penso che sia così».
E com’è?
«Su questo tipo di decisioni, mi riferisco alla volontà di accedere al rito immediato da parte della sindaca, l’aspetto talk è accessorio. La sua scelta si inserisce in una strategia difensiva chiara e molto più ampia».
Di cui usufruirete anche voi.
«Se c’è un riflesso mediatico favorevole? Ci può anche stare».
Ah, lo ha ammesso.
«Eh, sì. Molti giornali non vedevano l’ora di arrivare al 9 gennaio con il titolone sparato: “Raggi a processo”, dando l’impressione agli italiani di essere già arrivati a una condanna».

E si sa, il M5S questi processi mediatici senza sentenza definitiva non li può proprio sopportare.