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La donna di 85 anni non vaccinata che rifiuta il ricovero nonostante la polmonite

A Bologna una donna di 85 anni ha rifiutato il ricovero nonostante fosse positiva al Covid, con “una brutta polmonite” e non fosse vaccinata

No Vax operatrice sanitaria morta francia

A 85 anni, non vaccinata, positiva al Coronavirus, una anziana donna di Bologna ha prima rifiutato le cure a casa, poi il ricovero in ospedale. La storia – raccontata dall’edizione locale odierna di Repubblica – sembra avere dell’incredibile. A parlarne è stata la dottoressa Sara Moretti, che fa parte delle squadre Usca che visitano a domicilio i pazienti Covid. “Riceviamo le chiamate dai medici di famiglia e contattiamo i pazienti per un primo triage telefonico, in modo da valutare il grado di urgenza. Già all’inizio la nuora della signora ci aveva detto che si stava facendo curare e non aveva bisogno della nostra visita. Abbiamo ricontattato la famiglia ed è servita un’opera di convincimento per andare da loro. Abbiamo fatto un’ecografia alla signora: aveva una polmonite molto brutta, aveva bisogno di andare in ospedale. Ma lei ha cominciato a urlare – mi sono stupita anche di questo, visto che era affannata – dicendo che non aveva bisogno di andare da nessuna parte e che stava bene. Allora abbiamo contattato il figlio al telefono: anche lui era contrario al ricovero. Alla fine, visto che aveva un’insufficienza respiratoria, abbiamo attivato i servizi per far portare l’ossigeno a casa”.

Bologna, donna di 85 anni non vaccinata rifiuta il ricovero

Il marito della donna si è positivizzato anche se da vaccinato, ma aveva fatto soltanto la prima dose. La dottoressa Moretti ha aggiunto: “Quando siamo andati in casa per la visita, la nuora ci ha riso dietro per com’eravamo vestite. Faceva battutine su come facessimo a visitare con il nostro tutone, sembrava quasi divertita dalla scena. Poi si è resa conto della gravità della situazione ed è diventata seria. La mia collega le ha detto: “Non è divertente stare qui dentro”. E si è zittita. Ci siamo sentite infastidite dal fatto che sembrava che loro stessero facendo un favore a noi nel farsi visitare. Si rimane un po’ disarmati perché a volte non c’è dialogo”.