Opinioni

Come sarà Bob, la piattaforma del PD?

L’annuncio di Matteo Renzi sulla nascita di una piattaforma internet chiamata Bob, in onore di Bob Kennedy, ha scatenato la polemica politica. Molti grillini si sono risentiti per il paragone con Rousseau effettuato dall’ex premier al Lingotto ieri. Come ad esempio Nicola Morra, senatore M5S, che ieri ha scritto su Facebook:
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«Chi vorrà avrà una sua password e suo pin. I circoli devono essere più aperti ma non dobbiamo lasciare il web a chi fa business e soldi con gli ideali degli altri», ha continuato a spiegare Renzi nel discorso. Segnalando poi chi è il suo reale obiettivo: “Non si chiamerà Rousseau, ma come colui che ha messo insieme la speranza con la quotidianità, si chiamerà ‘Bob’, come Bob Kennedy”. Il riferimento, trasparente, è alla piattaforma di voto per le leggi e per la partecipazione degli iscritti che la Casaleggio Associati ha messo in funzione per il MoVimento 5 Stelle. Anche Danilo Toninelli non si è di certo fatto pregare per segnalare l’idea-fotocopia (presunta) di Renzi:
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Mentre alcuni utenti ricordano come l’idea non sia del tutto nuova, visto che anche la senatrice Laura Puppato annunciò nel 2013 TuParlamento, una piattaforma che nelle intenzioni avrebbe dovuto consentire ai cittadini di fare proposte che un gruppo di senatori avrebbe tradotto in disegni di legge. Ovviamente dopo qualche tempo si chiuse tutto non esattamente in gloria.
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Alcuni invece ricordano che il nome Bob somiglia molto a quello di un software informatico di scarso successo: Microsoft Bob era un prodotto di Microsoft, distribuito nel marzo 1995, progettato per diventare un’interfaccia alternativa al desktop di Microsoft Windows 3.1 e 95, in sostituzione del Program Manager e dell’Explorer.
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E il dominio? Quello che punta a bob.it è attualmente in costruzione e appartiene alla Publinord.

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