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No vax, no party: Bassetti chiede la linea dura contro chi non si è vaccinato

Il direttore del reparto di Malattie Infettive del San Martino di Genova propone una sorta di lockdown da ristoranti, stadi, eventi per i no vax

Bassetti social star super eroe

Solo qualche giorno fa si era detto contrario al Green Pass. Non tanto per il ruolo della certificazione verde, ma per le sue modalità di utilizzo. Oggi Matteo Bassetti rincara la dose, chiedendo un ulteriore giro di vite nei confronti dei no vax, estendendo le limitazioni a tutti coloro i quali hanno deciso di non vaccinarsi. Non si tratta di un vero e proprio cambio d’idea da parte del direttore del reparto di Malattie Infettive del San Martino di Genova, perché la critica originaria era al sistema di tamponi.

Bassetti chiede di vietare ai no vax l’ingresso nei luoghi di divertimento

Intervistato dal quotidiano La Stampa, Bassetti chiede il pugno duro:

“L’Italia è diventata un tamponificio. È venuto il momento di dare una stretta al Green Pass, togliendo la possibilità dei tamponi per accedere a ristoranti, bar, teatri, cinema e stadi. Lo stesso si potrebbe fare per i luoghi di lavoro, ma limitando il certificato ai mestieri a contatto col pubblico per cui metterei l’obbligo vaccinale”.

Un lockdown parziale per i no vax, dunque. Secondo il direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova, infatti, la soluzione dovrebbe essere quella di non permettere ai non vaccinati di frequentare i luoghi di svago e intrattenimento. Il motivo, secondo lui, è semplice: i tamponi possono dare una risposta solo parziale (e ridotta nel tempo, in quanto analizzano uno status quo istantaneo) e non offrono sicurezza.

La linea, dunque, è la stessa – ma ancora più rigida – professata negli ultimi mesi. D’altronde Bassetti si è sempre detto favorevole all’obbligo vaccinale per tutti e, ancor di più, per quelle categorie lavorative che lavorano a stretto contatto con il pubblico. E sulle persone che si lamentano per la loro “libertà violata” tira dritto:

“Il problema è che la loro libertà cozza con quella di tutti e con il sistema sanitario. Se i non vaccinati fossero 30 milioni anziché 7 avremmo la stessa situazione dell’anno scorso, gli ospedali pieni e le chiusure. Per questo io sarei per l’obbligo vaccinale e per stringere sul Green Pass per tenere i non vaccinati fuori dai luoghi di divertimento”.