Politica

L'attentato a Londra e la false flag

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Dopo ogni attentato che si rispetti scoppia la chiacchiera della false flag e Londra non poteva fare eccezione. L’attacco a Westminster di ieri, del quale è stato accusato Abu Izzadeen – che però è in carcere – ha scatenato il solito profluvio di commenti complottistici che già aveva colpito in altri luoghi di tragedia (ad esempio Nizza). Secondo le “nuove” teorie, però, stavolta l’attentato non è inventato, ma è stato organizzato dal Potere per colpire i cittadini dando la colpa a qualcun altro per oscuri motivi.

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La dinamica dell’attentato a Westminster (Repubblica, 23 marzo 2017)

E così c’è chi si domanda come mai non ci siano video dell’accaduto (di solito quando i video ci sono gli stessi si domandano se siano falsi) e chi incolpa un non meglio circostanziato “complotto satanico” dietro l’attacco indicando il 22 marzo come solito anniversario. Veterans Today, che spesso si occupa di tematiche del genere, sostiene che ogni giorno in Gran Bretagna si verificano centinaia di incidenti mortali per i pedoni e quindi l’attentato di Westminster sarebbe una trovata pubblicitaria che non incide sulle statistiche giornalierie degli incidenti ma finisce sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.
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Tra le “prove” del false flag ci sarebbe, tra l’altro, questa serie di fotografie in cui si vede un uomo con gli occhiali da sole utilizzare un bastone da selfie nei pressi dei luoghi dell’attentato:

In questo video invece un tizio mette in luce otto domande sull’accaduto:

Intanto un raid della polizia è in corso questa mattina a Birmingham, nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato di ieri a Londra che ha fatto almeno 5 morti e una quarantità di feriti, tra cui un’italiana. Lo riferiscono i media locali. Bbc Newsnight ha reso noto ieri alcune indiscrezioni secondo le quali il SUV lanciato contro la folla dall’attentatore sarebbe stato noleggiato proprio a Birmingham. L’informazione però non è stata ancora confermata ufficialmente.

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