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Antonio Cozzolino: a Civitavecchia il sindaco M5S rischia

antonio cozzolino civitavecchia

Oggi è intervenuto persino Beppe Grillo per sostenere Antonio Cozzolino, il sindaco di Civitavecchia in difficoltà nel Consiglio Comunale:

Voglio ringraziare Antonio e la sua squadra per i risultati raggiunti in questi due anni e mezzo di amministrazione 5 Stelle e li invito ad andare avanti uniti e compatti, nonostante in questi giorni stiano vivendo momenti difficili, perché due consiglieri comunali eletti con il MoVimento sono passati al gruppo misto. La storia è sempre la stessa: personaggi che si fanno eleggere grazie al MoVimento 5 Stelle e poi tradiscono il voto degli elettori. Chi viene eletto e cambia idea, deve dimettersi, non cambiare casacca. Chi segue le logiche della vecchia politica si pone automaticamente fuori dal Movimento 5 Stelle.

A Civitavecchia il sindaco M5S rischia 

Cosa sta succedendo? Sta succedendo che la maggioranza del MoVimento 5 Stelle nella cittadina in provincia di Roma è in bilico. La presidente del Consiglio Comunale Alessandra Riccetti ha annunciato il suo addio al MoVimento 5 Stelle in una conferenza stampa un paio di settimane fa, Patrizio Carlini si è dimesso e al suo posto è subentrato Luciano Girolami, che nel suo primo giorno di lavoro ha partecipato alla riunione di maggioranza dei 5 Stelle e poi si è iscritto al gruppo misto: il casus belli, sostiene il sindaco Cozzolino, è stato un articolo di Civonline in cui si diceva che sarebbero andati a gara i servizi delle aziende partecipate; Cozzolino ha smentito sostenendo che invece «Nell’ambito della procedura del concordato è prevista una asta pubblica per l’affidamento dei beni delle società in liquidazione – afferma ma non dei servizi» ma nel frattempo Girolami aveva già preso cappello sostenendo che il M5S stava tradendo il suo programma originario. La decisione ha scatenato il consueto pogrom sul profilo del consigliere ma ora la maggioranza è appesa a un filo.
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Ora il sindaco in Consiglio può contare infatti su 14 voti su 25. Ma due consigliere – Raffaella Bagnano e Fabrizia Trapanesi – sono da tempo su piede di guerra: la prima non si presenta da mesi in consiglio comunale e quindi tutte le speranze di mantenere in vita la maggioranza si concentrano sulla seconda, che aveva già fatto parlare di sé qualche tempo fa per aver consegnato la fascia tricolore a una consigliera dell’opposizione.

I casaccari e Cozzolino

La Trapanesi aveva sostenuto anche la presidente del consiglio comunale in occasione di un’altra polemica (con pogrom) sul forno crematorio e aveva firmato lo scorso ottobre insieme alla Bagnano un comunicato di solidarietà nei confronti della Riccetti:

«Chi ha montato gogne su facebook non dimostra nulla dello spirito fondante del programma elettorale, né democrazia né partecipazione – scrivono le due grilline rivoltose – bensì intolleranza nei confronti di tutto ciò che non alimenta l’autoreferenzialità. Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla presidente del consiglio Alessandra Riccetti – dichiarano Raffaella Bagnano e Fabrizia Trapanesi – che ha sempre svolto in maniera impeccabile il suo ruolo istituzionale e la stima che le arriva ogni giorno dai cittadini lo testimonia ampiamente. Per quanto riguarda il forno crematorio – proseguono le consigliere grilline – esistono ampie evidenze dell’occasione mancata di utilizzare lo strumento della autotutela. Nessun confronto con la città, nessun referendum, nessun confronto con la maggioranza se non il grido “non si può fare nulla per bloccare, pena danno erariale”. Sarebbe stato opportuno coinvolgere da subito i cittadini, invece le delibere della giunta Cozzolino hanno caricato tutti gli oneri e le responsabilità sia politiche che contabili sulle spalle del Movimento Cinque Stelle».

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Foto da: Civonline

Ma Cozzolino non sembra molto impressionato né disposto a una mediazione: «Il fenomeno dei casaccari è una piaga alla quale a Civitavecchia spesso abbiamo assistito per interessi personali», ha scritto oggi su Facebook. Una pretesa curiosa, visto che i consiglieri vengono votati dai cittadini che li scelgono di volta in volta e quindi non dovrebbero rispondere a nessun altro se non alla cittadinanza. Lunedì le opposizioni hanno annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia: senza il voto di una delle due consigliere Cozzolino si troverà senza maggioranza. Una piccola storia che dovrebbe far risuonare una domanda nel silenzio dei 5 Stelle: ma la classe dirigente del M5S chi la sceglie? E se la scelgono “i cittadini”, allora perché non ascoltarla?