Opinioni

Angelo Casto: l'omaggio del sindaco M5S di Nettuno ai caduti di Salò

Angelo Casto, sindaco del MoVimento 5 Stelle a Nettuno, ha presenziato il 2 novembre alle cerimonie svoltesi nei cimiteri di guerra, tra cui quello in cui sono sepolti i caduti della Repubblica Sociale Italiana. Il campo della memoria di Nettuno, dedicato ai marò del battaglione Barbarigo caduti sul fronte di Anzio e agli altri combattenti della Repubblica sociale italiana, è stato realizzato da un’associazione di reduci e inaugurato nel 1993. Sei anni più tardi è stato riconosciuto come cimitero di guerra e inserito nelle cerimonie ufficiali di commemorazione dei caduti. L’ex sindaco Chiavetta aveva deciso di non prendere parte alle cerimonie negli anni. A tornare a presenziare è stata invece la commissaria prefettizia e ora il primo cittadino grillino Casto, che qualche giorno fa, insieme ai vertici delle forze dell’ordine e all’assessore comunale di Anzio, Sebastiano Attoni, si è recato al cimitero civile e a quello monumentale americano e anche a quello della Rsi.
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Immediate le polemiche. “Noi riteniamo vergognoso – ha sostenuto la presidenza provinciale dell’Anpi e la sezione Anzio-Nettuno, che domani pomeriggio si riunirà per discutere del caso – che un sindaco della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza e dalla Liberazione dal nazi-fascismo, e che esponenti delle Forze Armate rendano onore alla X Mas. Un corpo feroce che si è macchiato di eccidi di civili, di patrioti e che ha collaborato con i crimini nazisti in Italia. È un insulto ai partigiani caduti, ai deportati, ai perseguitati, ai militari che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò. Un atto non obbligatorio a cui il sindaco di Nettuno poteva sottrarsi. Il caso finirà in Parlamento, non può finire qui”. A respingere le polemiche ci prova il primo cittadino: “Il 2 novembre si commemorano tutti i morti – ha dichiarato Angelo Casto – e, anche se forse non andrebbe detto neppure questo, gli unici caduti a cui non sarei andato a rendere omaggio sono quelli delle SS. In questo caso parliamo invece di militari inseriti in reparti regolari e di un cerimoniale prestabilito, che non ho certo fatto io. Mi sono limitato, quando mi hanno dato la parola, a non intervenire, cosa che ha fatto il collega di Anzio”. Ancora: “Io la storia la conosco e ha dimostrato che le ideologie del Novecento sono state una truffa all’umanità. Non voglio essere tirato dentro polemiche che non mi appartengono. Forse sarà meglio non partecipare più alle commemorazioni”.

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