La macchina del funky

«Alzare l'Iva sugli alimenti in un paese colpito dalla malnutrizione»

Federico Fubini analizza sul Corriere della Sera il piano di Schaeuble proposto ieri dall’Eurogruppo alla Grecia, segnalandole anche i punti di vero e serio imbarazzo:

La prossima prova di questa doppia partita si consuma fra oggi a mercoledì nel parlamento di Atene. La lista di misure che l’Eurogruppo chiede d itrasformare in legge entro tre giorni, solo per avviare il mandato a negoziare un nuovo salvataggio, è così lunga che un’intera legislatura in Italia faticherebbe a farcela. In Grecia può produrre un cambio di maggioranza in corsa, conl’allargamento al Pasok (centrosinistra),a Potami(liberali) e a Nea Demokratia (centrodestra). I loro voti sono drammaticamente necessari a Tsipras, se non altro per non prendersi la colpa del fallimento delle trattative con Bruxelles.
Fra oggi e mercoledì il parlamento greco dovrebbe alzare l’Iva a tutto campo, incluso un aumento dal 13% al 23% sugli alimenti da supermarket in un Paese colpito dalla malnutrizione; alzare i contributi su tutte le pensioni dal 4% al 6%, in vista di una riforma generale del settore; adottare un codice di procedura civile; garantire la piena indipendenza dell’agenzia statistica, dove il direttore Andreas Georgiou è ancora sottoposto a ogni sorta di minacce e pressioni per aver rivelato la vera entità del deficit cinque anni fa; introdurre tagli di spesa «semi-automatici» se saranno mancati gli obiettivi di bilancio, praticamente una certezza in un’economia ormai in piena disfatta; trasporre in legge le direttive europee sul «recupero e la liquidazione» di un sistema bancario di fatto insolvente.
Tutto questo dovrebbe succedere fra oggi e domani, mentre dai bancomat verranno spremuti gli ultimi biglietti in euro. La Banca di Grecia vorrebbe chiedere alla Banca centrale europea nuovi prestiti di emergenza «per ragioni umanitarie», ma in mancanza di un embrione di accordo a Francoforte mancano le basi legali per farlo. Così la Grecia apre stamani una settimana di paralisi e devastazione, mentre un governo già in default chiede all’Europa altri prestiti per quasi metà del prodotto interno lordo del Paese dopo aver negato per mesi di volerne: come se improvvisamente l’Italia chiedesse 700 miliardi al resto d’Europa.La credibilità, come gli euro, è sempre più dura da estrarre dai muri delle strade di Atene.

Falchi e colombe al tavolo della trattativa sulla Grecia (Repubblica, 13 luglio 2015)
Falchi e colombe al tavolo della trattativa sulla Grecia (Repubblica, 13 luglio 2015)