Economia

Alitalia diventa ITA

Alitalia diventa ITA: con un decreto firmato da quattro ministri nasce la NewCo, la nuova società, per il quale è stato sciolto anche il nodo delle nomine: il cda sarà composto da nove componenti

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Alitalia diventa ITA: con un decreto firmato da quattro ministri nasce la NewCo, la nuova società, per il quale è stato sciolto anche il nodo delle nomine: il cda sarà composto da nove componenti e sarà guidato da Francesco Caio come presidente e da Fabio Maria Lazzerini nel ruolo di amministratore delegato. “Aspettiamo solo che ci diano le chiavi e poi partiamo”, aveva detto solo poche ore prima il nuovo ceo. E del resto vengono così confermate le indiscrezioni della vigilia per un decreto che ha richiesto sicuramente molto tempo per arrivare in porto, come dimostra il fatto che porta le firme di ben quattro ministri: da quello dell’Economia, Roberto Gualtieri alla titolare dei trasporti, Paola De Micheli, il responsabile del ministero dello sviluppo, Stefano Patuanelli e del lavoro, Nunzia Catalfo. Finisce così la gestione commissariale di Alitalia, ma non gli ostacoli da superare. Ora il dossier passa a Bruxelles, sotto la lente della commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager, con la quale comunque il governo italiano ha sempre mantenuto uno stretto contatto. Spiega il Messaggero:

Il ponte di comando della compagnia sarà di 9 menbri, quattro indicati dal Pd (l’ad Fabio Lezzerini, il presidente Francesco Caio, Angelo Piazza e Cristina Girelli), tre dai 5 Stelle (Frances Ouseley, Alessandra Fratini, Lelio Fornabaio), infine, uno a testa quelli proposti rispettivamente da Matteo Renzi (Simonetta Giordani) e dal presidente delConsiglio GiuseppeConte (Silvio Martuccelli). Si tratta di figure con attività professionali non proprio vicine al settore del trasporto aereo, di area comunque prevalentemente tecnica, come chiesto a gran voce dai sindacati,Cisl e Uil in testa.

 

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Ma prima di arrivare a questo compromesso, la lotta tra i partiti è stata all’ultimo sangue. I pentastellati hanno tentato fino all’ultimo di piazzare nel board l’attuale direttore generaleGiancarloZeni,perpoicedere le armi di fronte alno secco dei democrat. Veti incrociati e scontri checonsegnano unconsiglio chiamato a delle grandi sfide e in cui le competenze specifiche sul comparto aereo sono di fatto appannaggio solo dell’ad. I candidati strettamente “politici“ sono stati eliminati dallo scontro interno alla maggioranza, si è arrivati così ad una sintesi molto diversa rispetto agli appetiti iniziali.

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