FAQ

Alfio Marchini ama Roma ma non la cannabis

Giovanni Drogo|

Se pensavate che l’Amore per Roma di Alfio Marchini fosse traducibile con il marleyano
Naturalmente qui Marchini confonde i piani e anche – ma abbiamo qualche dubbio che li abbia realmente presenti – i dati scientifici sull’argomento. Essere a favore della legalizzazione della marijuana non significa non dover combattere lo spaccio di droga anzi, uno degli argomenti più forti a favore degli anti-proibizionisti è che un mercato legale potrebbe (forse) infliggere un duro colpo ai trafficanti di droga togliendo fette di mercato; la logica è che alla lunga il proibizionismo fa più danni che altro. Ovviamente però non si può legalizzare tutto e tanto meno tutta la droga. C’è poi il secondo aspetto della questione, quello dei danni causati dal consumo di marijuana.  È in parte vero quello che dice Marchini (che non è il solo a pensarla così), anche se Alfio usa una terminologia un po’ sballata. C’è una correlazione (che non prova però la causalità) tra il consumo di marijuana negli adolescenti ed un ritardo nello sviluppo delle funzioni cognitive. Non esattamente quello che dice Marchini ma diciamo che il problema è noto. Questo è un problema che non riguarda solo la cannabis ma anche l’uso di altre sostanze, perfettamente legali (come ad esempio il consumo di alcolici). Senza scadere in un facile benaltrismo è sufficiente ricordare che la proposta di legge per la regolamentazione del consumo di marijuana prevede che solo a partire dalla maggiore età l’uso possa essere legale (ed in questo senso la legge si allinea a quella sulla vendita di tabacchi e alcolici). Naturalmente si potrebbe naturalmente obiettare che il divieto per i minorenni difficilmente verrebbe applicato (ci sono tanti minori che fumano sigarette e bevono alcolici) e che quindi sarebbe inutile ma questo non deve essere un motivo per evitare di affrontare il problema. Questa obiezione mostra semmai i limiti e i problemi collegati ad un divieto e non la pericolosità della sostanza in questione è sufficiente ricordare che già ora, che la vendita è illegale per tutti, gli adolescenti consumano la marijuana.
homer marijuana

Il problema dei disturbi psichici legati al consumo di cannabis

Continuiamo a tentare di interpretare il pensiero di Marchini, quali altri potrebbero essere i danni derivanti dall’abuso di marijuana. Riguardo ai rischi per i consumatori di sviluppare disturbi psichici le evidenze scientifiche sono contrastanti, c’è chi dice che il consumo di certe specie di cannabis ad alto contenuto di THC potrebbe causare l’insorgere di turbe psichiche. E chi invece ipotizza che chi ha una certa predisposizione a sviluppare alcuni disturbi mentali abbia una propensione a diventare un consumatore abituale di cannabis. Siamo però nel campo delle ipotesi, e soprattutto nell’accidentato terreno di prendere degli studi parziali ed eleggerli a spiegazione generale di un fenomeno. Quello che invece è certo è che l’abuso di cannabis (così come di tante altre sostanze, lecite o meno) danneggia la salute. Come spiega Jonahtan Caulkins della Carnegie Mellon University, anche a livello puramente logico, ci siano dei problemi di salute collegati all’abuso di cannabis:

At some level, we know that spending more than half of your waking hours intoxicated for years and years on end is not increasing the likelihood that you’ll win a Pulitzer Prize or discover the cure for cancer.

Sembra incredibile ma è così, abusare di una sostanza (di una qualsiasi sostanza) è dannoso per la salute. Non stiamo parlando di overdose (perché andare in overdose di marijuana non è proprio facilissimo) ma di un consumo non moderato. Certo, alcune sostanze hanno una soglia di intossicazione più bassa di altre. Ma è importante, quando si parla di legalizzare la marijuana distinguere tra un consumo consapevole e un abuso sregolato. Inutile per gli anti-proibizionisti negare che la cannabis faccia male. Come è inutile il terrorismo dei fautori del proibizionismo ad oltranza circa gli effetti devastanti di uno spinello ogni tanto. Ci sarebbe infine la questione della cannabis terapeutica, ma quella è un’altra storia, lì non parliamo più di una droga ma di un medicinale (non miracoloso) usato in contesti decisamente più controllati.