Economia

Tsipras ha vinto l'ultima battaglia?

I rappresentanti del quartetto lasciano Atene. Questa notizia, che abbiamo già letto tante volte, è finora sempre stata di cattivo augurio, perché alludeva ad una interruzione delle trattative fra la Grecia e i suoi insaziabili creditori. In realtà, questa volta potrebbe essere un ottimo segnale.

Un segnale importante da Atene

In un comunicato congiunto, infatti, la Commissione, la BCE, il fondo “salva”stati dell’ESM, e il FMI, dichiarano che sono stati compiuti “importanti progressi” nella trattativa con il governo greco sulle misure di politica economica, che porteranno “all’apertura delle discussioni sulla sostenibilità del debito, e alla conclusione della prima valutazione del terzo programma”. I rappresentanti delle istituzioni comunicano quindi di ripartire verso le loro rispettive sedi per continuare a collaborare con le autorità di Atene, al fine di precisare “gli ultimi punti del pacchetto globale” di misure economiche. Insomma, questa volta i creditori ripartirebbero perché il negoziato può considerarsi concluso, e non per interromperlo. Probabilmente su questo sviluppo hanno influito le ripetute pressioni di Tsipras su Tusk: il primo ministro greco ha telefonato di nuovo stamattina al presidente del Consiglio europeo ribadendo che Atene non era disposta ad assecondare le richieste del FMI (misure preventive, ex ante, nel caso in cui le finanze di Atene non evolvessero come previsto). L’appoggio di Juncker, insolitamente esplicito nel suo intervento di ieri (“misure aggiuntive per la Grecia sono insensate e anticostituzionali”) ha probabilmente dato la spinta finale. Adesso è attesa la convocazione dell’Eurogruppo, che dovrebbe sancire la “prima valutazione” e procedere al versamento della prima tranche di ‘aiuti’ alla Grecia.

La guerra di trincea è finita?

Come un anno di massacrante guerra di trincea ci ha insegnato, la conclusione di questo capitolo deve essere considerata con prudenza. Tuttavia, se gli eventi maturassero nella direzione buona – come pare – Tsipras e Tsakalotos sarebbero riusciti a compiere una difficilissima manovra, ai limiti dell’impossibile: fare leva sulle divergenze tra FMI e Istituzioni “europee”, riuscendo a trarne il più vasto beneficio ottenibile, e senza tradire i limiti degli impegni presi con gli elettori greci. Se l’accordo si conferma nei termini finora noti, Atene sarebbe riuscita ad impedire ulteriori misure procicliche (pretese da Washington) e allo stesso tempo riaprire la questione del debito (tema aborrito da Schauble e succedanei). Non è un caso che nel testo del comunicato il riferimento al tema del debito appaia esplicitamente: una ristrutturazione è la sola condizione perché l’FMI partecipi al programma di finanziamento. Insomma, il cielo sembra diradarsi finalmente sopra l’Attica. E quasi ci dispiace, per i funzionari europei, che debbano lasciare Atene: proprio nei giorni più dolci della primavera greca, nell’atmosfera magica della pasqua ortodossa, nell’azzurro che attraversano le colonne dell’Acropoli. Ma pazienza, se ne faranno una ragione. Ed anche noi.
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