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Alec Baldwin: cosa sappiamo della dinamica dell’incidente e cosa ha detto dopo la morte di Halyna Hutchins

Il famoso attore di Hollywood Alec Baldwin da ore è sotto shock, non sono ancora chiare le motivazioni per cui l’arma fosse carica

La giornata di oggi si era aperta con una notizia sconvolgente, Alec Baldwin, la star di Hollywood ha sparato accidentalmente contro Halyna Hutchins la direttrice della fotografia del film “Rust” che la star era impegnato a girare in questo periodo. La donna è morta dopo essere stata colpita da colpi sparati sul set da Baldwin il quale pensava che l’arma fosse caricata a salve, mentre al suo interno c’erano inspiegabilmente dei proiettili veri.

 

In queste ore il divo di Hollywood è tornato sul suo profilo Twitter.

“Non ci sono parole per esprimere il mio shock e la mia tristezza per il tragico incidente che ha tolto la vita a Halyna Hutchins, una nostra compagna, madre e collega profondamente stimata”. Ha scritto il vincitore di tre Golden Globe sul profilo twitter della Hilaria and Alec Baldwin Foundation, dopo l’incidente che ha visto il ferimento anche del regista Joel Souza.

“Sto collaborando pienamente con le indagini della polizia per cercare di capire come si è verificata questa tragedia e sono in contatto con suo marito, offrendo il mio sostegno a lui e alla sua famiglia”, ha aggiunto l’attore. “Il mio cuore è spezzato per suo marito, il loro figlio e tutti coloro che conoscevano e amavano Halyna”, ha concluso.

Una storia che come molti hanno ricordato oggi, rievoca la morte di Brandon Lee morto sul set del film Il Corvo con la stessa identica dinamica. Alec Baldwin da anni è uno dei testimonial più accaniti nella battaglia alle armi da fuoco nel paese, “un divieto sulle armi semi-automatiche è il passo indispensabile verso la resurrezione dell’anima del nostro Paese” aveva twittato alcuni anni fa prendendo parte ad una campagna di sensibilizzazione sul tema. Oggi la sorte beffarda lo vede coinvolto nella morte di una donna per via di un’arma da fuoco.

Alec Baldwin: cosa sappiamo della dinamica dell’incidente

Ma cosa è successo in quegli attimi? Secondo Repubblica che cita una ricostruzione fornita al giornale locale  Albuquerque Journal, la pistola era stata caricata da Alec Baldwin. Ma questa versione non collima con la testimonianza di alcune persone presenti che avrebbero udito  l’attore 63enne gridare: «Perché mi avete
dato una pistola “scottante”?» (cioè carica). Poi cosa è successo? Le ipotesi sono due. E ruotano attorno al significato della parola scaricare:

Baldwin stava forse provando una scena subito prima del ciak. O forse, l’azione era già stata data. Fatto sta che ha compiuto il gesto di “scaricare” quello che quasi certamente era un revolver facendo partire i due colpi. Non sappiamo però se, come ipotizza Cnn, la parola “scaricare” usata dagli agenti significa che Baldwin ha sparato con l’intento di esaurire i colpi nella pistola, ipotesi più plausibile avendo colpito due persone. O se invece aveva aperto il revolver per tirar fuori i proiettili.

Ora le riprese di Rust, il film sul cui set è avvenuto l’incidente mortale, sono state interrotte. E mentre la produzione conferma che l’arma era caricata a salve bisogna ricordare che comunque l’innesco c’è sempre perché per produrre l’esplosione è comunque necessaria una piccola parte di polvere da sparo.

Morte sul set: i precedenti

Dietro l’incidente che ha causato la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins e il ferimento del regista Joel Souza sul set del film western ‘Rust’ al Bonanza Creek Ranch di Santa Fe, in New Mexico, per un colpo sparato dall’attore e produttore del film Alec Baldwin, potrebbe esserci il malfunzionamento di una pistola di scena, caricata a salve.

“I dettagli non sono chiari in questo momento, ma stiamo lavorando per saperne di più e supportiamo un’indagine completa su questo tragico evento”, hanno affermato il presidente della International Cinematographer’s Guild John Lindley e il direttore esecutivo Rebecca Rhine.

Incidenti come quello accaduto sul set di ‘Rust0 sono estremamente rari, ma non inediti. Le armi da fuoco vere sono spesso utilizzate nelle riprese e sono caricate con cartucce a salve che creano un lampo e un botto senza che parta alcun proiettile.

Ma a volte qualcosa può andare storto, come accadde nel 1993 a Brandon Lee, il figlio di 28 anni della defunta star delle arti marziali Bruce Lee, morto sul set dopo essere stato accidentalmente colpito da un copo di pistola di scena durante le riprese di una scena mortale nel film ‘Il corvo’. Successivamente è stato appurato che purtroppo la pistola utilizzata aveva un bossolo che era rimasto nella canna e che nell’esplosione di una nuova carica a salve, la vecchia cartuccia era stata sparata fuori ed aveva ucciso l’attore.

Secondo i produttori l’incidente avvenne per una serie di sfortunati eventi scaturiti dalla negligenza dei membri del personale che, avendo bisogno di proiettili inerti per una scena di un primo piano del caricatore, li costruirono togliendo innesco e polvere da sparo da veri proiettili invece di comprarli già pronti. Per errore uno dei proiettili non venne però privato dell’innesco e il revolver venne lasciato carico anche dopo la scena. Quando il grilletto della pistola fu successivamente premuto, l’innesco rimasto ebbe abbastanza forza da spingere comunque l’ogiva fino a metà canna, inceppando l’arma. Al momento della scena fatale, la pistola venne caricata con proiettili a salve (munizioni fornite di polvere da sparo ma prive di ogiva, in modo da emettere il suono dello sparo senza però che avvenga effettivamente lo sparo) ma quando venne esploso il colpo, l’ogiva precedentemente incastrata nella canna venne sparata allo stomaco di Brandon.

Lee morì più tardi al New Hanover Regional Medical Center di Wilmington (Carolina del Nord), dopo una lunga e vana operazione per rianimarlo, in cui venne rinvenuta l’ogiva. Le sue eredi, la madre Linda, la sorella Shannon e la fidanzata Elizah, fermarono le indagini ritirando la denuncia e accettando la spiegazione dell’incidente fornita dalla produzione in cambio di un risarcimento in milioni di dollari, firmando un accordo extragiudiziale che suscitò il rimprovero da parte del coroner che svolgeva l’inchiesta, giacché almeno sette persone stavano per andare a processo per omicidio colposo e invece in questo modo non ci fu luogo a procedere.

Dopo aver appresso dell’incidente sul set di ‘Rust’, la sorella di Brandon Lee, Shannon, ha twittato: “I nostri cuori sono con la famiglia di Halyna Hutchins e Joel Souza e con tutte le persone coinvolte nell’incidente di Rust. Nessuno dovrebbe mai essere ucciso da una pistola in un film”.

Foto copertina: frame video da Instagram