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Akademik Lomonosov: la centrale atomica galleggiante

Akademik Lomonosov centrale atomica galleggiante

La Akademik Lomonosov è la prima centrale atomica galleggiante e di recente ha iniziato il lungo viaggio che da San Pietroburgo la condurrà tra un anno in estremo oriente, a Pevek, la città più a Nord della Russia e di tutta l’Asia. Scrive la Stampa che con i suoi due reattori da 35 megawatt l’uno, è capace di fornire energia elettrica a una città di 100.000 persone e potrebbe presto rimpiazzare la ormai antiquata centrale nucleare di Bilibino. Ma soprattutto conferma la grande importanza che il Cremlino attribuisce all’Artide, ricco di idrocarburi e strategico dal punto di vista militare. La Akademik Lomonosov attraccherà in Chukotka dopo aver viaggiato lungo il Severnij Morskoj Put: la Rotta marittima settentrionale che collega Europa e Asia attraverso le fredde acque dell’Artico russo.

centrale atomica galleggiante
La centrale atomica galleggiante russa (La Stampa, 2 maggio 2018)

La Akademik Lomonosov è stata realizzata nei cantieri della fabbrica Baltiyskiy di San Pietroburgo. I lavori sono iniziati nel 2009, e solo tre giorni fa la centrale atomica galleggiante ha potuto prendere il largo, trainata sulle acque della Neva e poi su quelle del Baltico. Una volta in funzione, la centrale fornirà energia al porto di Pevek, a una serie di piattaforme petrolifere e a un impianto di desalinizzazione. Sarà sottoposta a revisione ogni 12 anni e dovrebbe essere smantellata tra 36-40 anni. Greenpeace però accusa i russi: «Dei reattori nucleari che si muovono su e giù per l’Artico pongono una ovvia e terribile minaccia a un ambiente fragile già sottoposto a pressioni enormi dal cambiamento climatico». Il paragone con Chernobyl è scontato.

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