La macchina del funky

«Accettate Marra o andiamo tutti a casa»

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Ieri Paolo Ferrara aveva negato che Beppe Grillo avesse chiamato i consiglieri romani per chiedere cosa pensassero di Raffaele Marra. Oggi su Repubblica Angelo Diario, consigliere M5S a Roma, conferma che la telefonata è avvenuta: «Quella di Beppe è stata una chiamata molto breve. Mi ha chiesto soprattutto cose ne pensassi di Marra e gli ho dato un parere positivo. Ho dato un feedback positivo per le esperienze che ho avuto con lui. Sicuramente ha sentito altri consiglieri, ma non so chi e non so quanti». Ma, a parte l’altissima credibilità delle smentite che arrivano dagli ambienti M5S, i quotidiani romani oggi raccontano di un ultimatum di Virginia Raggi proprio su Marra:

 Prima del vertice di ieri sera in Campidoglio con i consiglieri e gli assessori sulla rotazione dei dirigenti, anticipando pure i sondaggi telefonici di Beppe Grillo sugli umori della maggioranza, Virginia Raggi ha lanciato l’ultimatum su Raffaele Marra davanti agli eletti M5S: «Lui non si tocca. Se va via, mi dimetto». E se la sindaca cade — così si chiude il sillogismo — tornano a casa anche tutti i “portavoce” grillini.
Arrivata dopo le lamentele e i rimbrotti dei dissidenti per la nuova bufera sull’ex vice capo di gabinetto scatenata dall’inchiesta dell’Espresso, la minaccia sembra aver colto nel segno. Martedì pomeriggio, quando ha alzato la cornetta e iniziato a fare il suo giro di chiamate, il creatore del Movimento si è trovato a parlare con un manipolo di consiglieri spaventati dalla prospettiva di veder terminare con tanto anticipo l’avventura a palazzo Senatorio.

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Raffaele Marra: la rotazione dei dirigenti comunali (Il Messaggero, 2 novembre 2016)

Sul suo fedelissimo, come racconta Lorenzo D’Albergo su Repubblica, Virginia Raggi ha già preso da tempo una decisione: lo attende il dipartimento Commercio. Un ruolo di rilievo, in barba alla richiesta di Beppe Grillo di rimuoverlo dalle posizioni più delicate. E Il Messaggero conferma:

Dentro il Campidoglio descrivono Raggi come abbastanza irritata: «È l’ennesima guerra intestina». Sono quasi cinque mesi che l’amministrazione si è insediata e di tutte le nomine ufficializzate, quella di Marra è senza dubbio la più controversa, quella che ha creato uno scisma nel M5S, e non tanto tra ortodossi e pragmatici ma tra pro Virginia e contro. Cosa è successo dopo quella telefonata che doveva essere chiarificatrice? Raggi ha radunato la maggioranza e ha minacciato le dimissioni se qualcuno dovesse intromettersi ancora e inquinare i rapporti già poco fluidi con Grillo.
Le conseguenze sarebbero lampanti: l’avventura amministrativa arriverebbe al capolinea e a casa finirebbero sindaca,consiglieri, anche i malpancisti. L’aut aut quindi non è tanto quello di Grillo ma c’è piuttosto un ultimatum di Raggi ai consiglieri.

EDIT: “Se è vero che ho minacciato di dimettermi per il caso Marra? Ma no, chi lo avrebbe detto? Non ne so nulla. Se potrei rinunciare a Marra? Tutte le decisioni sono già state prese. Quando l’interpello sarà finito vedrete”. Così, a margine di un avvenimento istituzionale, la sindaca di Roma, Virginia Raggi. L’interpello è un sistema previsto dalla legge con cui si chiede ad ogni dirigente che deve ruotare una preferenza su dove andare.

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