Cultura e scienze

47D11: l’anticorpo chimera che potrebbe neutralizzare SARS-COV-2

Il futuro “salvatore” ha un nome alfanumerico. Si chiama 47D11. E ha una missione: colpire le parti del virus che fungono da chiave d’accesso nella cellula umana bloccando SARS-COV-2 all’origine dell’infezione

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Qualche settimana fa il Fatto Quotidiano aveva parlato di una cura per il Coronavirus SARS-COV-2 e per COVID-19 in arrivo dall’Olanda. Si parlava di un anticorpo particolare che ha due caratteristiche ancora non individuate nei vari IgG e IgM, gli anticorpi prodotti naturalmente dai pazienti affetti o guariti dal Covid. È “mono clonale”e dunque può essere replicato all’infinito. Ed è “neutralizzante”, ovvero ha la capacità di colpire il virus bloccando lo sviluppo dell’infezione. Ieri lo studio che portala firma dell’Università di Utrecth, Erasmus Medical Center e Harbour BioMed, è stato pubblicato su Nature Comunications. Il 15 marzo il report era stato messo in pre-print sulla piattaforma Biorxiv. Spiega oggi Davide Milosa:

Il futuro “salvatore” ha un nome alfanumerico. Si chiama 47D11. E ha una missione: colpire le parti del virus che fungono da chiave d’accesso nella cellula umana. Questo anticorpo blocca SarsCov2 al l’origine dell’infezione, aggredendo le proteine che stanno sulla parte esterna del patogeno e che sono chiamate s pi k es . Le proteine S-s pi ke s sono divise in due classi: la S1 che spinge il virus a entrare nelle nostre cellule attraverso l’enzima Ace2 e poi c’è la S2 che aiuta Sars-Cov-2 a fondersi con la membrana cellulare. Ora 47D11 attacca proprio questo sistema, debellando il virus.

In particolare, spiega lo studio pubblicato su Nature, l’anticorpo se la prende con la proteina S1, o meglio con quella parte della proteina virale riconoscibile dal sistema immunitario. Si legge nello studio: “Que sto è il primo rapporto di un anticorpo monoclonale (umano) che neutralizza la SarsCov2. 47D11 sarà utile per lo sviluppo di test di rilevazione dell’antigene e test sierologici mirati. Gli anticorpi neutralizzanti possono alterare il decorso dell’infezione nell’ospi te infetto a supporto della eliminazione del virus, o proteggere un ospite non infetto esposto al virus”. Conclusione: “Questo anticorpooffre il potenziale per prevenire e curare Covid-19, e forse anche altre future malattie emergenti nell’uomo, causate dalla famiglia dei Coronavirus”.

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Coronavirus: COVID-19, la malattia (La Repubblica, 4 marzo 2020)

Berend Jan Bosch, professore associato all’Università di Utrecht e responsabile dello studio su Nature spiega: “Questa ricerca si basa sul lavoro svolto in passato dai nostri gruppi sugli anticorpi destinati alla SarsCov emersa nel 2003. Usando questa raccolta di anticorpi SarsCov abbiamo identificato un anticorpo che neutralizza anche l’infezione di SarsCov2 nelle cellule in coltura”.

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