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Il leghista che non ti aspetti: Zaia contro i no-vax che “non si inietterebbero la penicillina perché è una muffa”

Zaia usa un paragone di sicuro impatto per far comprendere quanto siano assurde le teorie dei no-vax. E sulla manifestazione con Borghi e Siri… Il leghista che non ti aspetti: Zaia contro i no-vax che “non si inietterebbero la penicillina perché è una muffa” Uno dei passaggi più apprezzati dell’intervista di Zaia di oggi al…

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Zaia usa un paragone di sicuro impatto per far comprendere quanto siano assurde le teorie dei no-vax. E sulla manifestazione con Borghi e Siri…

Il leghista che non ti aspetti: Zaia contro i no-vax che “non si inietterebbero la penicillina perché è una muffa”

Uno dei passaggi più apprezzati dell’intervista di Zaia di oggi al Corriere della Sera è quello in cui il presidente della regione Veneto racconta cosa potrebbe succedere se la penicillina fosse stata scoperta ai giorni nostri: “Le conoscenze per preparare un vaccino non sono quelle di 50 o 60 anni fa. Ma il problema vero è che in questo clima, se inventassero oggi la penicillina, avremmo i social pieni di gente che dice che una muffa non se la inietta. Qui sta saltando il patto sociale. E se succede è inevitabile che andiamo alla deflagrazione”

La battuta non è nuovissima anche se molto efficace e gira parecchio sui social per far comprendere l’assurdità delle tesi dei no-vax:

Insomma Zaia è per i vaccini ed è anche molto attento ai social. “Un principio per me è dogmatico è ‘la mia libertà finisce dove comincia la tua'” e nell’intervista cita anche Martin Luther King per intervenire sul tema dei vaccini e sulle proteste di piazza contro il green pass. Non è l’unica citazione: “Il confronto e la libertà sono il sale della democrazia. La stella polare della mia vita è la frase che attribuiscono a Voltaire: ‘Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire'”. I volti più noti della manifestazione di Roma di mercoledì sera erano i leghisti Borghi e Siri. Non le ha dato fastidio? “La Lega è sempre stata un partito di composizione sociale e culturale variegata, ci sta che qualcuno non la pensi come te. Detto questo, non mi risulta che il partito abbia deciso di rinnegare l’attività dei propri amministratori, presidenti e sindaci. Un discorso è discutere legittimamente sull’obbligatorietà, come fa il segretario Salvini. Altra cosa è farsi portatori di una linea in cui io assolutamente non mi identifico. E mi rifiuto di pensare che sia quella del partito”, sottolinea Zaia.

“Non mi meraviglia che ci sia chi la pensa diversamente da me, ma ci sono due elementi da sottolineare. Primo, i toni, che devono rimanere accettabili. Secondo, non può passare lo stigma e la messa in mora di chi la pensa diversamente e fa il suo lavoro»”. Parla dei No vax e di quelli che dicono ‘non siamo no vax ma…’? “Parlo di un clima in cui è sempre più difficile compiere il proprio ruolo istituzionale. Siamo passati da una sanità pubblica che faceva le profilassi a scuola a un punto in cui è difficile fare un tampone perché veniamo accusati di infilare microchip nel naso dei bambini. Fare quello che abbiamo il dovere di fare sta diventando un problema”, dice ancora Zaia. “Guardi io penso che se uno ha un’unghia incarnita, la scelta è sua: dipende da lui se curarsi o farsi tagliare un dito. Però, di fronte a un’epidemia bisognerebbe fare squadra. Altrimenti la pandemia si trasforma in guerra civile o, peggio, in guerra tra poveri. Noi abbiamo il dovere di evitarlo e di discutere. Ma qui c’è ancora chi dice che il virus non esiste e che è un complotto – spiega – Incuranti del fatto che i vaccini funzionino”.