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Anche a Ferragosto Sgarbi riesce a fare polemica (mascherata) sulla Svizzera | VIDEO

@Asia Buconi|

vittorio sgarbi

Anche a Ferragosto, Vittorio Sgarbi non riesce a non pensare ai poliziotti svizzeri. Dopo la discussa vicenda del lampeggiante, oggi il critico d’arte è tornato a far parlare di sé a causa di un tweet che è un neanche troppo velato riferimento a quanto avvenuto qualche giorno fa al confine.

Ha scritto:  “Buon Ferragosto (anche ai poliziotti svizzeri)”. Allegato a queste parole, un eloquente video di una scena tratta dal film “Il Sorpasso” di Dino Risi, dove si vedono i protagonisti (non proprio automobilisti modello) sfrecciare in auto e salutare con il clacson gli altri automobilisti, augurando loro “Buon Ferragosto”.

Vittorio Sgarbi multato al confine: cosa era successo

La contestazione era partita da alcuni automobilisti, che avevano notato l’auto di Vittorio Sgarbi superare quelle in fila per il traffico e avevano segnalato il numero di targa alla Polizia. A quel punto, quando l’auto del critico d’arte aveva raggiunto il confine di Chiasso-Brogeda, la Polizia svizzera l’aveva fermata e gli aveva contestato la violazione del codice della strada.

La multa di 500 franchi, pagata subito da Sgarbi, era in realtà una cauzione: le autorità cantonali dovranno adesso calcolare l’esatto ammontare della sanzione. La vicenda aveva fatto inalberare (e non poco) il politico e critico d’arte, che nel video poi cancellato l’aveva così commentata: “Mai più Svizzera, mai più Ticino. Si può stare nella vita senza andare in Svizzera. Mi dispiace per il mio amico Mario Botta”.

Alle contestazioni di Sgarbi aveva risposto Norman Gobbi, responsabile del ministero di Giustizia e Polizia del Canton Ticino, che esprimendosi su quanto avvenuto aveva detto: “Le regole sono regole, per tutti. Questa è la Svizzera e il Canton Ticino signor Sgarbi, dove i deputati non hanno ‘auto blu’ e men che meno dotate di lampeggianti prioritari, privilegio concesso solo agli enti di pronto intervento che sono – loro e non Ella – al servizio della comunità tutta. L’educazione è anche saper ammettere quando si sbaglia, senza giudicare ingiustamente un Paese, che, per fortuna, funziona. Buon tutto”.