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Virginia Raggi e il parere dell'ANAC nascosto

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Alla fine è il Messaggero a soddisfare la legittima curiosità di Roberta Lombardi sul parere dell’ANAC riguardo Salvatore Romeo, il dipendente del comune e attivista grillino diventato dirigente con stipendio triplicato grazie alla Giunta Raggi. E anche se l’onorevole grillina nell’occasione parlava piuttosto di Raffaele Marra, «spermatozoo» che ha fecondato il MoVimento, il parere dell’autorità guidata da Raffaele Cantone va a toccare anche le nomine con trattamento retributivo dirigenziale effettuate ex articolo 90 del Tuel riguardano anche Andrea Mazzillo, ora assessore al Bilancio, ma all’epoca capo staff della sindaca, Eric Sanna e Paolo Saolini, collaboratori del vicesindaco Daniele Frongia (Saolini è il collaboratore del vicesindaco che trovò qualche tempo fa l’innesco di un ordigno su una finestra di casa sua).

Virginia Raggi e il parere dell’ANAC nascosto dalla Giunta

Simone Canettieri, che parla del parere sul quotidiano romano, dice che l’Anticorruzione a settembre ha sollevato «dubbi di legittimità» sulla nomina di Salvatore Romeo, il capo della segreteria della sindaca e ombra perpetua. È il dipendente del Comune promosso a dirigente che la segue ovunque, anche sul tetto del Campidoglio, come da foto che li ha immortalati tre settimane fa.

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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

La Raggi aveva chiesto il parere alla fine di agosto: la prima a finire sul taccuino dell’anticorruzione fu l’ex capo di gabinetto Carla Romana Raineri, giubilata dopo l’arrivo del responso dell’ANAC con l’innesco della crisi di giunta che portò anche all’addio di Marcello Minenna. Il 7 settembre arriva il secondo documento dell’ANAC che analizzava la questione degli articoli 90 trattati con stipendi dirigenziali: tra questi c’è Salvatore Romeo. La risposta viene però protocollata soltanto ad ottobre.

Più di Mazzillo e gli altri, è Romeo il caso preso più in considerazione in quanto anomalo. Si tratta di un funzionario già dipendente del Comune premiato per la sua militanza nel M5S a dirigente di terzo livello dal punto di vista retributivo. E quindi a conti fatti passa da 39mila euro l’anno a 110mila, tra le polemiche di attivisti e consiglieri M5S e anche big, come appunto, Roberta Lombardi che sfida pubblicamente «Virginia»: «Perché non pubblichi il parere?». Nel dubbio rimane chiuso a chiave, ma la giunta si muove e riduce a 93mila euro lo stipendio di Romeo.
Cantone non entra nel merito del singolo caso ma delinea le linee guida e scrive che «serve una disciplina» sul «regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi» per gestire l’applicazione generica dell’articolo 90 del Tuel. In poche parole l’Anac spiega che occorre cambiare il regolamento, come accaduto nel Comune di Firenze, ma rischierebbe di essere una norma ad hoc per Romeo. Quindi la promozioni economiche da funzionario a dirigente non sono possibili, senza un inquadramento normativo. Ecco perché la nomina di Romeo è nel mirino dell’Anac. Che allo stesso tempo riconosce «la possibilità, e non l’obbligo», di definire «la retribuzione di tali contratti a tempo determinato, parametrandola a quella dirigenziale, fermo restando che tale determinazione non vale, di per sé, a configurare l’incarico come dirigenziale e fermo restando che per il personale assunto con tali contratti vige il divieto di svolgimento di cariche gestionali».

Virginia Raggi e l’abuso d’ufficio

Nei giorni scorsi si erano rincorse voci che vedevano la Raggi a rischio indagine per abuso d’ufficio proprio in relazione agli atti di agosto. A causa dell’esposto di Fratelli d’Italia (consultabile qui) in cui si contestavano le nomine di Daniela Raineri, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. L’esposto aveva portato all’apertura di un fascicolo: nella denuncia si sosteneva che «l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016», sarebbe «incorsa nel vizio di legittimità in violazione» di alcune decreti legislativi e del «Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente». Le nomine erano state bocciate anche dall’Avvocatura del Campidoglio. A parlarne era stato un articolo de Il Giornale: tutto nasceva dal parere chiesto ad agosto dal Campidoglio al professor Aristide Police sulla nomina di Romeo: il professore, uno dei maggiori esperti amministrativi, spiegava che la delibera che il Campidoglio ha varato per il contratto a tempo determinato di Romeo, dipendente comunale in aspettativa, con stipendio triplicato, non era valida. A settembre la retribuzione era stata tagliata, sempre con delibera, ma il parere dell’ANAC su Romeo nel frattempo certificava che l’assunzione di un assunto non avrebbe dovuto proprio venire messa in campo. Così come avevano certificato l’Avvocatura capitolina e il capo di gabinetto poi giubilato, Carla Raineri.

Ad agosto, dunque, La Raggi non volle dar ascolto agli esperti della materia e andò avanti ugualmente per la sua strada, sfidando le regole. A settembre perseverò nell’errore, facendo approvare il 30 la seconda delibera illegittima su Romeo. Illegittima perché ad essere irregolare era lo strano procedimento, rimasto invariato, prima ancora dello stipendio che alla fine è stato ridotto di un terzo. Due stranezze dimostrano che in Campidoglio si è cercato di insabbiare ambedue i documenti, ritenuti troppo scomodi. Soprattutto perché letti insieme proprio non lasciano dubbi sull’anomalia pro Romeo.
Il parere di Police, ordinario di diritto amministrativo alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Tor Vergata è datato 19 agosto, è stato regolarmente protocollato in Comune, ma poi ignorato e chiuso in un cassetto, perché nessuno lo conoscesse. Il parere di Cantone, inviato per email il 7 settembre dall’Anac, è stato protocollato solo il 29 settembre (come se fosse discrezionale), quando le opposizioni lo hanno reclamato e dopo settimane di silenzio.

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Nei pareri, racconta la Greco, le posizioni erano diversificate. In quello di Police si spiegava che l’interpretazione letterale dell’articolo 90 comma 1 TUEL è ostativa ad un’assunzione come quella di Romeo.

 Il secondo parere, quello dell’Anac, risponde ad un quesito che sembra coniato ad hoc per salvare Romeo, sulla base di un regolamento del Comune di Firenze citato come precedente di una procedura analoga. Ma Cantone, pur in termini molto difficili da decifrare e quasi elusivi, afferma la «necessità» di un«regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi» per consentire l’applicazione dell’articolo 90 del Tuel all’assunzione di personale già dipendente dal Comune tra i collaboratori dello staff del sindaco. E, visto che Roma Capitale quella norma non ce l’ha, se ne deduce che la nomina di Romeo come fosse un esterno dall’amministrazione è illegittima.

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