La macchina del funky

Virginia Raggi e la gaffe sul documento sbagliato del CIO

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Repubblica Roma in un articolo a firma di Viola Giannoli ci racconta di una gaffe di Virginia Raggi in commissione Sport al Senato, dove la sindaca è andata a parlare del suo no alla candidatura di Roma per il 2024. La Raggi ha illustrato le ragioni della rinuncia e a un certo punto ha preso un foglio e ha detto: «Se mi permettete, a questo proposito, vorrei leggere alcune regole della Carta olimpica che costituisce un po’ il codice di riferimento della materia che stiamo trattando». Ma quella era l’edizione del 1999 della Carta, nel frattempo superata da altre dieci versioni.

E in effetti la “Olimpic charter”, pubblicata ufficialmente solo in inglese e francese, è un po’ la Costituzione dei Giochi, il regolamento dei regolamenti che fissa le norme per la partecipazione, l’organizzazione e la gestione della manifestazione sportiva. E la sindaca cita: «Regola 37, una città che presenti la propria candidatura deve impegnarsi per iscritto a rispettare le condizioni imposte dal Cio». Ma la carta, a quello stesso articolo, parla in realtà di “Olympic games coordination commission”, cioè della commissione di coordinamento del comitato organizzatore. E ancora: “Articolo 39” e giù con le garanzie richieste a chi ospita i Giochi; “Articolo 40” e via con le responsabilità per gli impegni presi per lo svolgimento delle gare. Ma a quei numeri corrispondono a dire il vero le norme sul programma culturale e sulla partecipazione di squadre e atleti. Una gaffe per la sindaca di Roma che sta effettivamente leggendo la Carta Olimpica, ma in una edizione praticamente identica a quella del 1999, tradotta in italiano e facilmente reperibile. Da allora ci sono state altre dieci versioni della “Costituzione dei Giochi”.

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La carta non sarà stata ufficiale, ma aveva qualche vantaggio. Ad esempio era l’unica tradotta in italiano. Forse chi ha cercato e dato quel documento alla sindaca non aveva voglia di lavorare troppo:

L’ultima, con copyright ufficiale dell’International Olympic committee, è entrata in vigore il 2 agosto. Un’edizione più snella di quella di quasi due decenni fa, con 61 capitoli invece dei vecchi 74. Allora come oggi, in quegli articoli, si fa riferimento anche a «garanzie finanziarie» che possono essere «offerte dalla città stessa, dalle collettività pubbliche locali, regionali o nazionali, dallo Stato o da terzi». Gli stessi enti chiamati alle loro responsabilità economiche qualche articolo più avanti. Un passaggio però che nella lettura al Senato scompare.