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Valeria Marini contro Lucarelli: "Da Giorgia Meloni hai tutto da imparare, in primis il rispetto per gli altri"

@Asia Buconi|

valeria marini

Uno scontro a suon di “cinguettii” quello scoppiato nel pomeriggio tra Selvaggia Lucarelli e Valeria Marini. L’oggetto del dibattito? Giorgia Meloni, che più di ogni altra leader sta facendo discutere nel corso di questa campagna elettorale in vista delle elezioni del 25 settembre. Tutto è nato da un tweet che Selvaggia Lucarelli ha scritto in riferimento alla presidente di FdI: “In questa fase, più si dà dell’ignorante e della fascista alla Meloni e più potenziali elettori si sentiranno da lei rappresentati”.

Da qui, la replica piccata di Valeria Marini: “Cara Selvaggia hai tanto anzi tutto da imparare da Giorgia Meloni…per esempio il rispetto che ha per gli altri e soprattutto per l’universo femminile e per tutte le donne”.

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Endorsement di Valeria Marini a Giorgia Meloni, ma una donna al Governo non è per forza una scelta femminista

Se Giorgia Meloni dovesse imporsi alle prossime elezioni del 25 settembre e salire a Palazzo Chigi sarebbe la prima donna in Italia a raggiungere questo traguardo. Qualcosa di positivo, un traguardo importante, un evento storico, certo, ma la riflessione che molti (giustamente) portano avanti è quanto la leader di FdI possa farsi davvero promotrice e garante dei diritti delle donne. Il rischio, appunto, è che la prima premier donna in Italia possa essere tutt’altro che femminista e non per forza rispettosa delle donne, contrariamente a quanto affermato da Valeria Marini. Sulla questione (spinosa) era intervenuta pure la scrittrice Michela Murgia, con una riflessione sul tema pubblicata sul suo profilo Instagram.

Michela Murgia aveva detto in modo piuttosto illuminante: “Esiste un modo femminista di esercitare la propria forza e uno che femminista non lo è per niente”. Poi, aveva concluso: “È inutile chiedersi se Giorgia Meloni sia femminista o non lo sia solo perché è a capo di un partito. Fatevi domande sul suo modo di esercitare il potere e vedrete che il dubbio neanche vi viene. P.s. Sì, conosco anche donne di sinistra che usano il potere così, ma nessuna corre il rischio di diventare presidente del consiglio”.