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Il vaccino Pfizer è efficace al 100% per gli adolescenti dai 12 ai 15 anni

Il vaccino Pfizer-BionTech si è rivelato “sicuro ed efficace” negli adolescenti dai 12 ai 15 anni, secondo i dati del trial clinico in corso su circa 2-300 giovani

Giuseppe Trapasso vaccino pfizer 12 anni

Il vaccino Pfizer-BionTech si è rivelato “sicuro ed efficace” negli adolescenti dai 12 ai 15 anni, secondo i dati del trial clinico in corso su circa 2-300 giovani.

Il vaccino Pfizer è efficace al 100% per gli adolescenti dai 12 ai 15 anni

Le due aziende puntano al suo possibile utilizzo già dal prossimo anno scolastico. Ad annunciare i risultati sono stati Pfizer e BionTech, spiegando, in una nota congiunta, che sottometteranno i dati all’ente regolatore Usa, la Food and Drug Administration (Fda), nelle prossime settimane. Il vaccino, sottolineano, è risultato “efficace del 100% nel prevenire la malattia sintomatica, emerge dal trial, e ha innescato una risposta immunitaria anche più robusta di quella vista nei giovani adulti”. Al momento il vaccino è autorizzato per l’uso di emergenza dai 16 anni in su.

 

BNT162b1 vaccini di Biontech e Pfizer 1

Un recente sondaggio realizzato dal portale studentesco Skuola.net assieme al Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università ”Sapienza” di Roma, condotto nelle scorse settimane su un campione di 5313 ragazzi afferma che circa il 75% dei giovani di età compresa tra gli 11 e i 30 anni si dichiara a favore del vaccino anti-Covid, dando la propria disponibilità a sottoporsi alla somministrazione. Sebbene, dunque, il dibattito sui vaccini apparentemente possa sembrare distante dai ragazzi tantissimi di loro interpretano come un ‘dovere’ l’immunizzazione da un virus che ha stravolto pure le loro vite. Entrando nel dettaglio delle risposte date, una volontà convinta alla vaccinazione viene espressa dal 54,6% dei rispondenti; mentre un altro 19,8% dichiara di essere tendenzialmente favorevole (pur manifestando ancora qualche dubbio). Il 10,1%, invece, al momento propende per il ‘no’ ma non esclude che, in futuro, potrebbe cambiare idea. E l’8,7% dice di non essersi ancora fatto un’opinione a riguardo. Alla fine, dunque, appena il 6,7% mostra l’assoluta intenzione di non sottoporsi al vaccino. Cosa spinge così tanti giovani a prestare volentieri il braccio? Al primo posto c’è la consapevolezza della gravità della situazione (38%), che in molti casi hanno potuto toccare con mano attraverso le vicende di famigliari e conoscenti. Subito dopo viene la percezione che i benefici prodotti dai vari vaccini sin qui autorizzati superino di gran lunga i rischi (23%). Parecchi, però, lo farebbero soprattutto per avere una garanzia in più che i propri cari non si ammalino di Covid-19: a dirlo è il 21,5% dei favorevoli