Politica

Un patto occulto tra Lega e M5S?

matteo salvini lavoro giornalista padania - 1

Un patto di desistenza occulto tra Lega e MoVimento 5 Stelle in occasione delle prossime amministrative. Lo racconta (o forse lo immagina) Francesco Bei sulla Stampa, riportando alcune indiscrezioni e fuori-onda con protagonisti molti elementi del Carroccio. Secondo la storia il patto riguarderebbe Bologna e Novara, dove i 5 Stelle lascerebbero campo ai candidati della Lega, in cambio di Roma e Torino, dove Matteo Salvini ha detto che al ballottaggio con il PD preferirebbe le candidate grilline Chiara Appendino e Virginia Raggi (chiamata Veronica nell’articolo).

Ma è improbabile che regalare «una barca di voti» a Storace (o Pivetti) sia l’obiettivo di Salvini. Dunque perché tutto questo attivismo su Roma? Le voci più affidabili su quanto viene discusso a via Bellerio, sede federale della Lega, descrivono un quadro molto più credibile e interessante. Che chiama in causa direttamente il Movimento Cinque Stelle. Negli ultimi tempi infatti colpiscono i ripetuti attestati di stima che il segretario elargisce a due candidate grilline: la romana Veronica Raggi e la torinese Chiara Appendino. «Entrambe – ha ripetuto ieri alla Zanzara su Radio24 – hanno le idee chiare su quello che bisogna fare. Se nelle due città ci fosse un ballottaggio tra Pd e Grillo, voterei certamente per i candidati dei 5 Stelle».
Questo rinnovato endorsement sulle due ragazze M5s nasconde l’ultimo elemento del piano leghista. Un patto occulto di desistenza tra Lega e Movimento 5 Stelle per lanciare reciprocamente Appendino a Torino, Raggi a Roma e i due candidati leghisti a Bologna e Novara. Una desistenza mascherata, che prevede il voto disgiunto nelle quattro città: a Roma e Torino i leghisti metteranno una croce sulla propria lista e sulla candidata sindaca grillina; in cambio a Bologna e Novara il M5s non si scalderà troppo per far arrivare al ballottaggio i propri candidati. Lasciando spazio a quelli del Carroccio.

Certo, bisognerebbe preliminarmente valutare che se Salvini ha scambiato Roma e Torino per Bologna e Novara forse bisognerebbe rivalutare gli scambi dei nativi con gli spagnoli dopo la scoperta dell’America. Ma le vie della realpolitik sono regolarmente infinite.