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Boschi & C.: come potrebbero cambiare i ministri in un nuovo governo

Gualtieri e Speranza sarebbero blindati e Di Maio, anche se si dovesse presentargli l’occasione di sostituire Luciana Lamorgese al Viminale, non vorrebbe lasciare la Farnesina. Oltre alla titolare del ministero dell’Interno ecco quali nomi sarebbero in bilico

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Doveva arrivare la crisi governo, probabilmente arriverà il Conte Ter. Con alcuni cambi sostanziali al Recovery si apre ufficiosamente la trattativa nel governo per dar vita ad un Conte-ter o a un Conte-bis ampiamente “ristrutturato”. Trattativa che, per ora, resta imbrigliata nei veti incrociati e nelle tensioni non solo tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, ma anche tra le stesse forze di maggioranza. E la strada resta in salita. Se accordo sarà, il Conte-ter nascerà in maniera rapida, a cavallo tra l’Epifania e il 9 gennaio e con il via al Piano di Ripresa e Resilienza un Cdm tra il 7 e l’8 gennaio a cui seguirebbe subito il rimpasto. Quali potrebbero essere i ministri che lasciano il governo e quelli in arrivo? Repubblica conta gli scenari; Gualtieri e Speranza sarebbero blindati e Di Maio, anche se si dovesse presentargli l’occasione di sostituire Luciana Lamorgese al Viminale, non vorrebbe lasciare la Farnesina. Oltre alla titolare del ministero dell’Interno ecco quali nomi sarebbero in bilico:

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le responsabili dei Trasporti Paola De Micheli (Pd), del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S) e dell’Innovazione Paola Pisano, entrata a suo tempo in una quota Casaleggio che adesso ben pochi dei governisti 5 stelle hanno voglia di proteggere. (Giurano invece, almeno per ora, di volerlo fare con la ministra della Scuola Lucia Azzolina). In alternativa a Di Maio, potrebbe passare al Viminale – lasciando il suo posto sempre a Renzi, Boschi o Rosato – il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che ha però passato un anno a costruire relazioni internazionali delicate. Tra i dem a rischio ci sarebbe il ministro per le Politiche europee Vincenzo Amendola, che potrebbe ripiegare su una candidatura a sindaco di Napoli (proposta giunta alle sue orecchie come a quelle del ministro dell’Università Gaetano Manfredi, altro “tecnico” in bilico, e allo stesso Costa). Ma davvero, c’è un problema di quote rosa, togliendo il Mit a De Micheli, unica donna dem del governo. Perché per entrare, stando alle ultime candidature, sono in fila soprattutto uomini: il consigliere Goffredo Bettini, uno degli ideologi dell’attuale alleanza; il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, che potrebbe tornare magari proprio ai Trasporti; il vicesegretrario Andrea Orlando, che invece lascerebbe volentieri la Giustizia, già amministrata, al capodelegazione M5S Alfonso Bonafede, considerato inamovibile dai suoi -seppur spesso sotto attacco – per ritagliarsi un posto a Palazzo Chigi, da sottosegretario alla presidenza o da vicepremier.