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Suning: chi è il colosso dell'elettronica che ha comprato l'Inter

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L’Inter cambia proprietario, il magnate indonesiano Erick Thohir rimane temporaneamente presidente del club nerazzurro ma il gruppo commerciale Suning Holdings rileva quasi il 70% della società (il 68,55% ad essere precisi) e la squadra che fu della famiglia Moratti (che è avviata ad uscire definitivamente di scena dopo la cessione del 29,5%) diventa di proprietà cinese. Di italiano nell’Inter rimane ben poco, Thohir rimane infatti in possesso del 31% delle quote mentre solo lo 0,45% è di proprietà di altri (piccoli) azionisti. Zhang Jindong, il proprietario di Suning, diventa il nuovo padrone dell’Inter.
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Il calcio come strategia per espandere il brand commerciale

In una nota diffusa dal gruppo commerciale cinese viene spiegato che l’operazione di acquisizione della squadra milanese fa parte di una strategia per diventare leader nello sport entro i prossimi cinque anni una scelta operata anche in virtù della crescita della popolarità del calcio in Cina. Qualche tempo fa il presidente cinese Xi Jinping aveva dichiarato la sua volontà di far diventare la Cina una potenza del calcio asiatico entro il 2030 e una potenza mondiale entro il 2050. Nel 2014 il Suning aveva chiuso un accordo triennale per sponsorizzare il Barcellona, un anno fa il Suning aveva acquistato la squadra cinese del Jiangsu Sainty, per la quale aveva subito fatto acquisti per un centinaio di milioni di euro comprando Ramires del Chelsea per 28 milioni di euro e Alex Texeira dello Shakthar Donetsk per 50 milioni. Oggi è toccato all’Inter – la prima squadra a varcare le porte della Cina una trentina d’anni fa e la squadra italiana che ha il maggiore numero di fan in Cina – che entra così a far parte dell’ecosistema globale del Suning Sports Group la divisione del gruppo commerciale cinese che si occupa delle attività sportive. Suning nasce infatti nel 1996 come negozio di vendita e di riparazione di elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo, settore che costituisce ancora il cuore dell’attività del gruppo che negli ultimi anni è diventato molto attivo anche nel fiorente mercato immobiliare cinese e nella vendita di automobili. Con il passare degli anni dal primo negozio di Nanchino (città dove è stato annunciato l’accordo per l’acquisizione dell’Inter) Suning ha espanso le sue attività in altre città della Cina arrivando ad aprire 1600 punti vendita in 700 diverse città e diventando la prima catena di negozi cinese a livello di fatturato per un valore complessivo di 15,5 miliardi di euroDopo l’accordo nel 2015 con il colosso delle vendite online Alibaba (che ha rilevato il 20% del gruppo per circa 4 miliardi di euro) Suning è diventato partner di uno dei più importanti operatori del settore dell’e-commerce che ha voluto così integrare vendita online e negozi fisici (in pratica i clienti di Alibaba potranno andare nei negozi Suning a provare i prodotti prima di acquistarli online).
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Zanetti, Zhang e Thohir
Zhang Jindong, proprietario e fondatore del gruppo commerciale è al ventottesimo posto nella classifica degli uomini più ricchi della Cina e al 403° di quella globale, con un patrimonio stimato che si aggira attorno ai 3,5 miliardi di euro. Il presidente di Suning ha detto che l’acquisizione del club nerazzurro è un accordo storico che “costituisce per l’Inter un’occasione di crescita senza precedenti in Cina, perché il nostro Paese diventerà la seconda patria nerazzurra. Inoltre, gli investimenti e le risorse di Suning renderanno l’Inter capace di tornare a gloriosi successi e diventare sempre più forte, attraendo le stelle del calcio mondiale“. Zhang Jidong ha assicurato che l’Inter sarà parte integrante della crescita del gruppo che mira ad espandere le sue attività anche al di fuori dei confini asiatici. Il club nerazzurro potrebbe quindi essere il “biglietto da visita” con il quale Suning si presenta sul mercato italiano ed europeo.