Cultura e scienze

Stanotte a Pompei con Alberto Angela e i Pink Floyd sbagliati

Cresce l’entusiasmo in Rete per la nuova puntata dello speciale di Ulisse condotto da Alberto Angela su Pompei. Il pubblico e i fan della dinastia Angela scalpitano in attesa di poter vedere, domani 22 settembre, Stanotte a Pompei. I promo hanno già acceso la fantasia degli spettatori. C’è ad esempio chi ha paragonato l’inquadratura della mano di Angela che sfiora le pareti di una domus pompeiana all’inconica sequenza de Il Gladiatore dove Russel Crowe accarezza le spighe di grano del campo.

Alberto Angela viaggia nel futuro?

La frenesia collettiva ha raggiunto il suo apice con la messa in onda del promo dove Alberto Angela, con voce suadente introduce il tema della puntata di domani. «Goethe l’ha raccontata nel suo Viaggio in Italia, Picasso ha tratto ispirazione per i suoi quadri, i Pink Floyd l’hanno voluta per la loro musica». In sottofondo, inconfondibili, suonano proprio loro, i Pink Floyd, protagonisti nel 1972 del film-concerto Live at Pompeii. Un’impresa epica per quei tempi, con Waters, Mason, Gilmour e Wright a lottare con la polvere e il sole (e problemi relativi alla fornitura di energia elettrica) nel catino dell’anfiteatro di Pompei. Non c’era pubblico ad assistere. Era un concerto tra le rovine di una città morta. Ed era quella l’idea affascinante.

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David Gilmour durante le riprese di Live at Pompeii [via Facebook.com]

Ma nel promo di Alberto Angela c’è un errore. Mentre Angela parla di Goethe, Picasso e dei Pink Floyd si sentono le note di Shine on You Crazy Diamond, che però non poteva essere suonata a Pompei perché sarebbe stata pubblicata tre anni dopo, in Wish You Were Here (1975).

 

Il set list dell’album registrato a Pompei comprende brani estratti da Meddle che sarebbe stato pubblicato di lì a poco e dai precedenti lavori della band. Un errore filologico che nessuno si aspetterebbe da Angela. Eppure è successo. Cosa significa? È forse la fine? Forse ci siamo fatti ammaliare a tal punto dagli Angela che ormai tutto è loro concesso?

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E INVECE NON LO È

Dove andremo a finire e soprattutto dove sono finiti la serietà e il rigore scientifico di Alberto Angela se consente che venga mandato in onda uno spot con un errore così clamoroso (no, ok, stiamo scherzando!!1!)? Però… non sarebbe stato fantastico invece se in sottofondo ci fosse stata One of these days? Un brano realmente inciso durante il live del 1972 che gli italiani conoscono benissimo perché è stato a lungo la sigla del programma sportivo Dribbling?

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Careful with that axe, Alberto

Già ce lo vedevamo, noi fan dei Pink Floyd, Alberto Angela gesticolare mentre urlava One of these days i’m going to cut you into little pieces. E avrebbe fatto davvero a pezzi tutto, audience e fan adoranti compresi. Oppure la stessa Echoes che potete ascoltare sopra. Ma siamo sicuri che durante la trasmissione di domani Alberto saprà rimediare a questo piccolo errore, magari suonando proprio assieme a Gilmour, che l’estate del 2016  è tornato a Pompei per un concerto. In fondo grazie a quel piccolo errore filologico abbiamo scoperto che nulla è impossibile ad Angela. Neppure viaggiare nel futuro.

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